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  • I_quindici_gradini

    I quindici gradini 

    Gianpaolo Anderlini

    Il libro affronta da un punto di vista esegetico e spirituale l’analisi dei quindici Salmi che, dal Salmo 120 al 134, portano il titolo di “Canti dei gradini”. L’analisi è condotta utilizzando i metodi interpretativi della Scrittura propri della tradizione ebraica e privilegia un approccio al testo che mira a fare emergere quei sensi che la Parola in sé contiene ma che, per essere svelati, hanno bisogno di un lavoro di ricerca umile, continuo e pronto ad affidarsi solo alle parole del testo, alla loro leggerezza e alla loro pesantezza, alla loro semplice e piana voce di ... Vai alla scheda

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    Bestiario ebraico 

    Mark Podwal

    Reinventando una zoologia del folclore ebraico, il tratto straordinariamente brillante di Mark Podwal unisce un ingegno strabiliante a una gioiosa originalità. Il suo disegno dell’ombra dell’impero romano è il condensato di un’intera storia di tirannia politica. Questo solo disegno – un piccolo capolavoro – è la prova della grande capacità di concettualizzazione di Podwal. Il suo è il genio della metafora attraverso il tratto, un tratto così potente che deve essere caduto da una delle penne del fantastico ziz.
    Cynthia Ozick... Vai alla scheda

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    La foto sulla spiaggia 

    Roberto Riccardi

    Alba, una bambina, cresce nell’Italia povera di risorse e ricca di speranze degli anni Cinquanta. Non sa nulla del suo passato, meno ancora del suo futuro. Ma ha un cuore sensibile, e grazie a questo percorrerà sentieri inimmaginati. Simone, un padre – siamo nel 1944 ad Auschwitz –, strappa ogni giorno la vita alla morte, pregando che la moglie e la figlia, perse di vista all’arrivo nel lager, siano ancora vive. Due storie lontane e inconciliabili, eppure destinate a incontrarsi sull’orizzonte di una Storia che ha troppo spesso calpestato ogni sentimento umano; due storie ... Vai alla scheda

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    Un cammino lungo un anno 

    Emilio Drudi

    Quasi all’inizio del Bosco dei Giusti, a Gerusalemme, dove gli alberi sono più alti e antichi, c’è un grande carrubo dedicato ad Ezio Giorgetti, un albergatore di Bellaria, il primo in Italia ad aver ricevuto questo onore, il 16 giugno del 1964. Inoltrandosi nel parco, si incontra quello piantato, nell’aprile 1985, in memoria del maresciallo dei carabinieri Osman Carugno. A Giorgetti e Carugno devono la vita 38 ebrei, quasi tutti evasi dal campo di internamento di Asolo subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e arrivati a Bellaria, a nord di Rimini, il giorno 13. ... Vai alla scheda

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    Il viale delle rose 

    Giuseppe Marzi

    Undici anni di ricerche, decine di interviste, testimonianze e documenti visionati e raccolti fra San Marino e Milano, ricognizioni che vanno dallo Yad Vashem di Gerusalemme e arrivano al Museo ebraico di Merano, toccando dodici paesi. Il viale delle rose ricostruisce le storie degli ebrei rifugiati a San Marino, partendo da un'evidenza, mai approfondita prima: l'impennata del numero di passaporti sammarinesi emessi nell'anno 1944. 800 lasciapassare, a segnare identità mai registrate perché dovevano rimanere nascoste. E l'interrogativo di fondo: come sia riuscita una piccola ... Vai alla scheda

  • Nino_Contini_(1906-1944)_quel_ragazzo_in_gamba_di_nostro_padre

    Nino Contini (1906-1944) quel ragazzo in gamba di nostro padre 

    Leo Contini, Bruno Contini

    Attraversare gli anni dal 1939 al 1944 dopo l’invio al confino, spesso trasferito in tanti posti diversi (prima a Urbisaglia, poi alle Tremiti, e ancora a Pizzoferrato e Cantalupo nel Molise, per l’avvocato antifascista Nino Contini, ebreo e sionista di Ferrara, giovane sposo di Laura Lampronti e padre dei piccoli Bruno e Leo, è una vicenda umana, sociale e politica che si conclude solo nella Napoli appena liberata, quando Nino, già di salute incerta per la malattia che lo porterà alla morte prematura, è finalmente libero di esprimere le sue idee e le sue proposte nel ... Vai alla scheda

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    Ebrei nel Veneto orientale 

    Giovanni Tomasi, Silvia Tomasi

    Il saggio offre la storia documentata dei piccoli insediamenti ebraici del Veneto orientale, dal tardo Trecento al Novecento, dispersi nella parte orientale delle odierne Province di Belluno, Treviso e Venezia. Per prime sono studiate le due comunità maggiori, cioè quella di Conegliano e di Ceneda di Vittorio Veneto e poi i nuclei di banchieri, artigiani o mercanti sparsi in tutto il territorio. Si tratta degli attuali comuni di Belluno , che nel 1386 ebbe il primo banco di prestito ebraico in questa zona e la cui condotta risulta sinora la più antica ancora conservata nel Veneto, poi di ... Vai alla scheda

  • Il_piccolo_cielo

    Il piccolo cielo 

    Rossella Fubini

    Molti sono i temi che compaiono in questa nuova raccolta di liriche di Rossella Tedeschi Fubini: il disagio di vivere in una società senz’anima, dove “turpi maestri” spargono veleni, dimentichi del “piccolo cielo” che abita in ogni uomo; il tentativo impossibile di preservare la memoria da un  inevitabile oblio; la meditazione sul senso religioso della vita e della morte; l’amore tormentato per una terra aspra e difficile. Le figure dei familiari si affiancano a quelle di personaggi biblici e alle voci di anonimi protagonisti delle tante ... Vai alla scheda

  • Due_Gesù

    Due Gesù 

    Alessandro Dini

    Il Gesù ritratto da Dini è uno dei parecchi maestri itineranti, accostabile per diversi momenti ed aspetti a correnti e maestri ebrei del tempo, comunque reagente ad influenze e contaminazioni di costumi e credenze dei gentili. Rivela tratti iniziatici e acroamatici, in parabole, nel rito battesimale di purificazione sul tipo essenico, in miracoli che Dini interpreta in tal guisa, in particolare la resurrezione di Lazzaro, come risveglio della coscienza.
    La svolta di Paolo di Tarso segna, per l’autore, come in genere nella rappresentazione delle origini cristiane, l’avvio alla ... Vai alla scheda

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    Oltre la notte 

    AA.VV.

    Alcuni anni fa sono stato invitato a tenere una conferenza alle Nazioni Unite in occasione del Giorno della Memoria. Mi sono rivolto all’Assemblea Generale, ho intitolato il mio discorso: “Il mondo ha imparato?”. E naturalmente la risposta è: non ha imparato. Se il mondo avesse imparato la lezione, se avesse imparato dalle esperienze attraverso cui la mia generazione è passata, non ci sarebbe il Ruanda, non ci sarebbe la Cambogia, non ci sarebbe il Darfur. Noi abbiamo imparato che qualunque cosa accada a una comunità si ripercuote su tutte le altre, qualunque cosa capiti a ... Vai alla scheda

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