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  • La_cucina_nella_tradizione_ebraica

    La cucina nella tradizione ebraica 

    Giuliana Ascoli Vitali-Norsa

    Se i figli d’Israele sono sopravvissuti per più di quattromila anni non c’è dubbio che le madri di Israele hanno saputo cucinare come si deve! Le ricette tramandate di generazione in generazione hanno contribuito alla trasmissione delle identità specifiche. Ogni comunità - aschenazita, sefardita, italiana – ha elaborato nei secoli tradizioni culinarie in cui le ricette dei paesi di accoglienza venivano rivisitate in funzione delle leggi alimentari ebraiche e dei sapori e dei gusti portati con sé nel continuo pellegrinare diasporico. Il risultato quasi sempre ... Vai alla scheda

  • 1938

    1938 

    AA.VV.

    A 80 anni dalla promulgazione delle “leggi razziali”, scrittori e storici si incontrano in questo volume che raccoglie, con lo spirito di un esperimento, tredici racconti ispirati da documenti ed eventi reali legati alla persecuzione dei diritti da parte del regime fascista. Pensando a un futuro prossimo in cui la memoria non sarà più trasmessa dai testimoni diretti ed esplorando quella linea di confine lungo la quale storia, racconto e ricordo possono interagire, questi testi, che coinvolgono e commuovono il lettore, aspirano nel loro insieme ad essere un laboratorio che stimoli ... Vai alla scheda

  • Mantova_e_Gerusalemme

    Mantova e Gerusalemme 

    Andreina Contessa

    Che cosa lega Mantova e Gerusalemme? Un filo di arte, fede e bellezza disegnato sulle tracce materiali della storia ebraica. Andreina Contessa racconta in questo libro una breve storia dell’ebraismo mantovano attraverso la sua produzione artistica e i suoi antichi oggetti sacri, oggi in gran parte dispersi nel mondo. Seguendo le peregrinazioni da Mantova a Gerusalemme di una delle arche sante più antiche del mondo, l’autrice rivela la storia della comunità ebraica mantovana aprendo orizzonti inattesi sulla committenza artistica ebraica in Italia, e su quella femminile in particolare. ... Vai alla scheda

  • Ebraismo_al_femminile

    Ebraismo al femminile 

    AA.VV.

    «Un’ebrea». Così rispondeva Hannah Arendt alla domanda «chi sei?», rivoltale quotidianamente nei tempi bui e ripresa nel 1959 per il conferimento del premio Lessing.
    «Un’ebrea» dunque. Lei, come tante altre. Lei, come le altre. Lei, come le donne presentate in questo libro.
    Ora, la prospettiva arendtiana relativa a tale condizione, situazione, imposizione – o come dire diversamente? – di essere «un’ebrea» è applicata anche alle intellettuali ebree del Novecento che sono state ... Vai alla scheda

  • Le_lettere_del_cielo

    Le lettere del cielo 

    Yarona Pinhas

    Frutto di un’approfondita ricerca tra le fonti della Cabbalà, compresi testi difficilmente accessibili e mai tradotti, questo nuovo libro di Yarona Pinhas si presenta come una preziosa raccolta di insegnamenti e suggestioni legati alla tradizione spirituale che ruota attorno all’alfabeto ebraico. Citando Gershom Scholem, le lettere ebraiche sono nella tradizione mistica le configurazioni della forza creatrice di Dio e non esiste un mondo spirituale se non a partire dal linguaggio e dai segni potenti che gli danno voce. La comprensione della Creazione e delle sue ... Vai alla scheda

  • Una_storia_nel_secolo_breve

    Una storia nel secolo breve 

    Angelina Procaccia, Ambra Tedeschi, Sandra Terracina

    Le vicende dellʼOrfanotrofio israelitico italiano sono ricostruite in questo libro attraverso fonti orali, documentarie e a stampa, dalla sua fondazione nel 1902 fino al 1972. Intitolato nel 1930 a Giuseppe e Violante Pitigliani, è una delle istituzioni più longeve dellʼebraismo italiano post-unitario, che, attraverso mutamenti politici e sociali, ha svolto e continua a svolgere tuttʼoggi la sua missione di assistenza allʼinfanzia. Lʼedificio del Pitigliani ha accolto e protetto bambini di Roma e di molte altre città italiane, ha fornito un rifugio in più occasioni, come nel caso dei ... Vai alla scheda

  • Temporalità_e_umanità

    Temporalità e umanità 

    Francesca Nodari

    Riflettere sulla nozione di «diacronia» in Emmanuel Levinas significa sforzarsi di portare a datità il senso che da essa scaturisce nella nuova accezione che il filosofo ebreo lituano le conferisce: ovvero intendendola tutt’altrimenti che nella mera accezione linguistica di Ferdinand de Saussure. In un’era segnata dallo scacco della sincronia ci pare quanto mai centrale sostare sullo stretto rapporto che si dà tra temporalità e umanità. Al tempo degli orologi si contrappone il «frattempo» o «lasso di tempo» diacronico che è, ... Vai alla scheda

  • Da_Primo_Levi_alla_generazione_dei_salvati

    Da Primo Levi alla generazione dei «salvati» 

    Come si evince sin dal titolo – Da Primo Levi alla generazione dei «salvati», incursioni critiche nella letteratura italiana della Shoah dal dopoguerra ai giorni nostri – il presente volume si propone di esplorare il tema della deportazione italiana in un’ottica il più possibile  inclusiva, che permetta di offrire una lettura critica dell’insieme delle testimonianze della letteratura genocidiaria a firma maschile e femminile, entro e oltre la memorialistica. Dal corpus testimoniale, composto degli scritti degli uomini e delle donne sopravvissuti alla Shoah, passando ... Vai alla scheda

  • La_meravigliosa_bugia

    La meravigliosa bugia 

    Davide Bagnaresi, Giuseppe Marzi, Antonio Morri

    Quand’è che una bugia diventa meravigliosa? Quando dura per lungo tempo senza essere scoperta, quando è frutto di tante complicità, quando è l’origine di tante fragili bugie che generano una tacita intesa.
    Una bugia è «meravigliosa» quando salva una vita. Durante la seconda guerra mondiale, furono diverse le famiglie di ebrei nascoste nella Repubblica di San Marino e salvate così dallo sterminio. Questo libro racconta le loro ... Vai alla scheda

  • La_pietra_d’identificazione

    La pietra d’identificazione 

    Fulvio Janovitz

    «Cità xé in questa tera
    col Domo e col Lion
    e drio de lori ognidun
    gà la sua pietra de
    identificazion»
    (da un’antica poesia istriana) La pietra d’identificazione è una risposta a quell’interrogativo che dalla fine nel 45 dell’incubo della persecuzione razziale nazifascista Fulvio Janovitz si è sempre posto: perché sono sopravvissuto? Rendere testimonianza ... Vai alla scheda

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