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Fuori collana - Critica letteraria

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  • Contourner_le_vide__écriture_et_judéité(s)_après_la_Shoah

    Contourner le vide : écriture et judéité(s) après la Shoah 

    AA.VV.

    Ce volume étudie la présence d’écritures juives dans le vide laissé par l’extermination, un vide qui est à la fois contourné et amplifié par celles-ci. La question qui se pose est justement s’il existe une judéité, ou des judéités, qui continuent à s’exprimer par des voies littéraires et quel est leur rapport avec une tradition en mal de transmission. L’on pourrait parler d’une littérature qui se fait avec le « sans », avec l’absence, ... Vai alla scheda

  • George_Eliot_e_la_nascita_dello_Stato_ebraico

    George Eliot e la nascita dello Stato ebraico 

    Elia Boccara

    George Eliot, nom de plume di Mary Ann Evans (1819-1880), non fu solo una grande romanziera ma anche un’attenta studiosa del mondo ebraico. Per la scrittrice inglese, di cui proprio nel 2019 si celebrano i duecento anni dalla nascita, l’ebraismo fu molto di più di una religione, fu una grande cultura dai molti aspetti: una cultura nazionale, legata alla tradizione biblica e alla Terra d’Israele, ma anche una cultura diasporica, ricca di storia e di peculiarità. La passione della Eliot per il mondo ebraico la convinse a ... Vai alla scheda

  • Da_Primo_Levi_alla_generazione_dei_salvati

    Da Primo Levi alla generazione dei «salvati» 

    Come si evince sin dal titolo – Da Primo Levi alla generazione dei «salvati», incursioni critiche nella letteratura italiana della Shoah dal dopoguerra ai giorni nostri – il presente volume si propone di esplorare il tema della deportazione italiana in un’ottica il più possibile  inclusiva, che permetta di offrire una lettura critica dell’insieme delle testimonianze della letteratura genocidiaria a firma maschile e femminile, entro e oltre la memorialistica. Dal corpus testimoniale, composto degli scritti degli uomini e delle donne sopravvissuti alla Shoah, passando ... Vai alla scheda

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    Tre scrittori mizrahi a Venezia 

    Emanuela Trevisan Semi

    Ronit Matalon, Shimon Adaf, Sami Berdugo, tre scrittori mizrahi (discendenti da immigrati in Israele originari dei paesi arabi) invitati all’Università di Ca’ Foscari a Venezia nel 2013-4, conversano con Emanuela Trevisan Semi sui temi della loro scrittura, delle identità complesse, del vivere e crescere tra più culture, del plurilinguismo, dell’importanza della nozione di casa piuttosto che quella di radice. Ne esce un affresco vivace della società israeliana contemporanea, della complessità della costruzione letteraria e si offrono nuove chiavi di ... Vai alla scheda

  • Se_ti_dimentico,_Gerusalemme

    Se ti dimentico, Gerusalemme 

    Raniero Speelman

    Primo Levi, Alberto Moravia, Edith Bruck, Vittorio Segre, ManuelaDviri, Moni Ovadia e tanti altri compongono il mosaico di scrittoriebrei italiani che hanno descritto la Terra Promessa nelle loro opere.Mentre la prima generazione di intellettuali era andata in Palestinasoprattutto per sfuggire alle leggi razziali fasciste e vivere a pienola propria identità nella costruzione di un ‘focolare nazionale’ebraico, le generazioni successive testimoniano del vivo rapporto –amorevole ma mai acritico – con la Terra dei Padri. Lo stimolantesaggio di Raniero Speelman analizza le provenienze, i ... Vai alla scheda

  • Qualcosa_di_più_intimo

    Qualcosa di più intimo 

    Luca De Angelis

    L'idea fondamentale dell'intimità dell'ebreo, variamente declinata, rappresenta la trama tematica e concettuale di questo libro. Che cosa significa essere ebreo? Bassani in alcune pagine del Giardino dei Finzi Contini non aveva dubbi: senz'altro era «qualcosa di più intimo». Si è assai spesso trattato di «faccenda di stretta intimità» ribadiva ancora Debenedetti. L'ebreo nutre come un'esigenza vitale: «il gusto del segreto» (Derrida) ed è tanto più vero nel caso esemplare di Italo Svevo . L'intimità, e più in particolare, per il caso sveviano, la segretezza, rappresenta qualcosa di simile ad un'inclinazione naturale ... Vai alla scheda

  • Identità_ebraica_e_sionismo_nello_scrittore_Alberto_Cantoni_(1841-1904)_

    Identità ebraica e sionismo nello scrittore Alberto Cantoni (1841-1904)  

    Alberto Jori

    Francia 1894: ha inizio l'affare Dreyfus, destinato a protrarsi fino al 1906, che da semplice vicenda giudiziaria si trasforma nel caso politico più dirompente della storia della Terza Repubblica. Nella patria dei Lumi e della Rivoluzione riemergono, imprevedibilmente, gli spettri dell'antisemitismo. La vicenda si ripercuote sulla coscienza di numerosi ebrei europei, fino a quel momento serenamente convinti di far ormai parte integrante delle rispettive comunità nazionali. Anche in Italia l'eco dell'affare Dreyfus è rilevante, in particolare fra gli intellettuali. Un caso emblematico è quello, qui esaminato, dello ... Vai alla scheda

  • Appartenenza_e_differenza_ebrei_d’Italia_e_letteratura

    Appartenenza e differenza: ebrei d’Italia e letteratura 

    AA.VV.

    Lo scopo degli articoli raccolti in questo volume è quello di investigare la seguente spinosa questione: fino a che punto un ebreo appartiene alla diaspora in mezzo alla quale vive? La domanda è particolarmente interessante quando riguarda una diaspora come quella italiana, in cui gli ebrei hanno vissuto ininterrottamente fin dal secondo secolo a.C. Nella prefazione al suo libro Storia degli Ebrei in Italia, Attilio Milano riporta l'antica e significativa interpretazione che gli ebrei italiani davano in ebraico alla parola Italia: suddividendola in I-tal-ya essi traducevano il nome come « ... Vai alla scheda

  • Scrivere_dopo_per_scrivere_prima

    Scrivere dopo per scrivere prima 

    Giacoma Limentani

    Partendo dall'assunto che si scrive sempre e comunque dopo che ciò di cui si vuole o deve scrivere è diventato esperienza, di interrogazione e quindi culturale oppure di vita, Giacoma Limentani arriva a concludere che la scrittura deve però essere anche uno «scrivere prima»: un fare cioè in modo che l'esperienza che scrivendo si cerca di comunicare aiuti chi legge a guardare al domani. Il suo è un assunto ambizioso, che non decade però nella presunzione in quanto vuole obbedire all'ebraico imperativo di rifarsi al passato per vivere il presente in funzione del futuro. Non solo per garantire omogeneità all'insieme del ... Vai alla scheda

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    Il flauto d’osso 

    Stefano Zampieri

    Levi, Celan, Antelme, Wiesel, Améry, Bettelheim, Nelly Sachs e tanti altri: dal discorso dei sopravvissuti nasce una testimonianza che sgomenta; l'intera nostra cultura, la nostra stessa storia devono riprendere da qui un nuovo cammino. Ma non si tratta soltanto di ricordare quanto, piuttosto, di capire quel che di essenziale e irripetibile si è realizzato. Dal coro dei superstiti, infatti, si ricavano delle tracce di umanità: l'esperienza della fame, che porta ad una nuova immagine della materialità, l'importanza della relazione che l'aguzzino tenta di strappare e la vittima ricuce pazientemente per guadagnare il ... Vai alla scheda

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