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Schulim Vogelmann

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    Vetro di Hebron  

    Yehuda Gur-Arye

    Pini e accette, acqua e sangue, terra e pietra. L'uomo e la natura, nelle vedute di una patria contesa da popoli diversi e tuttora in balia della pazzia umana. Molti sono gli intrecci dolorosi che si accumulano tra le pagine di questa prima raccolta di racconti di Yehuda Gur-Arye, scrittore israeliano della "generazione dello Stato", da oltre trent'anni conosciuto soprattutto come poeta. La piacevolezza del profumo delle pinete in Galilea e degli agrumeti del kibbutz, il denso odore di libri antichi, l'oriente che si disperde nella foschia del hamsin, nell'anima del deserto; ebrei, musulmani e cristiani di varie ... Vai alla scheda

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    Primo Levi: una memoria ebraica del Novecento 

    Sophie Nezri-Dufour

    L'ebraicità di Primo Levi, legata all'esperienza traumatica dell'internamento ad Auschwitz, va ritenuta un dato fondamentale della sua esistenza e della sua opera. L'appartenenza dello scrittore torinese al popolo del Libro, segnato da un destino di esilio e di distruzione, ma anche di speranza e di interrogativi permanenti, diventò con la Shoah una realtà che egli non poteva più ignorare. Fonte di angoscia ma anche di conoscenza e di scoperte infinite, il suo essere ebreo si impose nei suoi pensieri e nelle sue contraddizioni più intime e più profonde. ...

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    Samuel il facchino  

    Isak Samokovlija

    Nel rione ebraico di Sarajevo, non solo rabbini e cantori, ma un brulichio di merciai, artigiani, lavoranti a giornata, per lo più povera gente, che si arrabatta, che soffre, che ama, che sogna; gente che ha le sue peculiari tradizioni e canta con nostalgia i canti portati dall'antica patria iberica perduta per sempre. La loro storia, articolata in una serie di racconti, quasi una saga familiare che si snoda in successive generazioni, viene narrata nell'arco temporale di quasi un secolo, dalla vigilia dell'occupazione austriaca della Bosnia ottomana (1878) fino al secondo dopoguerra novecentesco. Cronache di una ... Vai alla scheda

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    Le Matriarche 

    Catherine Chalier

    Sara, Rebecca, Lea, Rachele - le madri di Israele, le quattro matriarche - appaiono, attraverso le righe di Catherine Chalier, nella loro verità biblica: nella loro antichità che è anche viva presenza, nella loro grandezza che è anche estrema prossimità di persone, nel loro mistero che è anche sfavillio e grazia. Mai divengono figure mitologiche, mai si irrigidiscono nei tratti di personaggi, mai si limitano a un particolarismo etnico. Le parole di queste donne, con i loro atti, i loro gesti, i loro passi, dischiudono le dimensioni e il senso dell'umano. Si producono ...

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    Tutto ciò che ho amato  

    Aharon Appelfeld

    Tutto ciò che ho amato narra di amori difficili e amari, di tradimenti, gelosie e vendette, e delle ferite che lasciano nell'anima dei protagonisti. Paul è diviso fra i genitori divorziati e costantemente angosciato dal timore di perderli e diventare orfano. Dal padre pittore assorbe il tormento interiore del grande artista, mentre la madre gli insegna il gusto dell'amore e il dolore del tradimento. Solitario, è affascinato dalla vivacità della giovane ucraina che si prende cura di lui, ma sente anche l'anelito verso una religiosità che trascenda il confine fra ebraismo e cristianesimo. Paul, dapprima intimamente ... Vai alla scheda

  • La_fede_ebraica

    La fede ebraica 

    Yeshayahu Leibowitz

    Questo volumetto è una raccolta di lezioni e conferenze nelle quali Yeshayahu Leibowitz espone il concetto di fede "fine a se stessa" contrapposto a quello di fede "non fine a se stessa" ma al servizio dell'uomo. Per fare ciò egli descrive e commenta la fede di cinque personaggi che hanno improntato di sé la storia millenaria della fede ebraica, da nostro padre Abramo a Moshé Chayyim Luzzatto. Con quel suo stile logicamente rigoroso ma non per questo meno vivace e convincente, ci presenta entrambi i tipi di fede come parte integrante del patrimonio religioso e ...

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  • Il_viaggio_

    Il viaggio  

    Ida Fink

    Autunno 1942. Una giovane ebrea polacca è costretta ad abbandonare, assieme alla sorella minore, il ghetto della sua città per sfuggire alle deportazioni naziste. Travestite da contadine e con documenti falsi, le due ragazzine si dirigono proprio verso il cuore del paese nemico; inizia così un viaggio che si trasforma in un estenuante esercizio di coraggio e di intelligenza: chiunque potrebbe essere un informatore, l'unica salvezza è cambiare di continuo identità. La loro destinazione è una fabbrica d'armi nella Ruhr, dove però ben presto devono affrontare la crudeltà e la cieca ignoranza delle compagne di lavoro, che ... Vai alla scheda

  • Il_re_David

    Il re David 

    Laurent Cohen

    Questo studio sulla vita e la figura del re David si basa su fonti provenienti dalla letteratura ebraica antica, la Cabbalà, il Talmud e il Midrash, e sulle opere dei grandi commentatori della Bibbia (Rashi, Abravanel ecc.). David, poeta-musico, adoratore del Dio Unico, fondatore della civilizzazione ebraica a Gerusalemme e grande guerriero, non ha mai cessato di appassionare gli uomini, le confessioni religiose, le culture. Dalla sua infanzia nel deserto della Giudea, dove fu costantemente "faccia a faccia" con Dio, fino alla proclamazione della sua regalità, la sua esistenza è ...

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  • Storia_di_una_vita_

    Storia di una vita  

    Aharon Appelfeld

    La memoria custodisce ciò che sceglie di custodire. Come il sogno, anche la memoria cerca di attribuire agli eventi un qualche significato. Aharon Appelfeld in questo libro autobiografico accetta infine il confronto con la propria memoria. Impresa dolorosa che scortica l'anima perché la sua memoria nasconde l'esperienza di un'infanzia spezzata dall'orrore della storia, nasconde la solitudine di un bambino costretto a vagare da solo per mesi nei boschi con l'incubo di essere riconosciuto, nasconde il suo peregrinare per mezza Europa fino all'arrivo in Israele e il suo difficile inserimento in una nuova realtà. ... Vai alla scheda

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    La creatura di cenere di Buchenwald  

    Ivan Ivanji

    1997: Weimar si prepara a diventare (nel 1999) capitale europea della cultura. A pochi chilometri di distanza, nell'ex campo di concentramento di Buchenwald, durante i lavori di restauro del crematorio, si scoprono settecento urne anonime, con ancora resti di cenere e frammenti di ossa. Su questo ritrovamento, l'Autore, lui stesso deportato giovanissimo a Buchenwald, imposta una singolare costruzione fantastica: dalle ceneri di quei morti ignoti si sviluppa una creatura misteriosa e inquietante, che degli individui che hanno contribuito a formarla conserva sentimenti, passioni, memorie. Dalla massa indistinta emergono ... Vai alla scheda

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