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Schulim Vogelmann - Poesia

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    Melodie Ebraiche 

    Heinrich Heine

    Le Melodie ebraiche, scritte da Heinrich Heine (1797-1856) quando era ormai prostrato dalla malattia, concludono il Romanzero, la sua ultima raccolta poetica, e rappresentano per certi versi il suo testamento spirituale nonché l’omaggio alla religione dei padri. In quest’opera il poeta cerca di far rivivere il mondo, che tanto lo affascinava, degli ebrei spagnoli nell’epoca aurea della cultura ebraica entro la sfera intellettuale araba. Le Melodie ebraiche rappresentano pertanto una sorta di approdo spirituale ... Vai alla scheda

  • Corrispondenza

    Corrispondenza 

    Paul Celan, Nelly Sachs

    «Tra Parigi e Stoccolma passa il meridiano del dolore e della consolazione» scrive Nelly Sachs nel 1959, all’inizio di questo cruciale e rarefatto carteggio che coinvolge due ebrei protagonisti del Novecento, il poeta romeno Paul Celan (1920-1970) che vive a Parigi e la poetessa e premio Nobel Nelly Sachs (1891-1970) fuggita a Stoccolma dal nazismo. Qualche anno più tardi Celan intitolerà Il Meridiano il suo discorso per il conferimento del premio Büchner. Lo scambio epistolare qui pubblicato in una edizione rivista e aggiornata è qualcosa di ... Vai alla scheda

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    Ricami su ferro 

    Agi Mishol

    Scrivere poesia è, per Agi Mishol, «trovare le parole tra cui scocchi una scintilla elettrica». Scintille che illuminano con il loro bagliore improvviso frammenti di vita quotidiana, il profilo di un oggetto, l’emozione di un incontro, la tenerezza di un contatto o di un ricordo. Figlia di una tradizione poetica millenaria, Mishol si muove nella realtà che la circonda trasfigurando la banalità del quotidiano, conferendo significati inattesi a gesti, momenti e paesaggi che credevamo di conoscere. Allo stesso modo il suo sguardo ora dolente e compassionevole, ora graffiante, ... Vai alla scheda

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    Lettere dalla notte 

    Nelly Sachs

    Queste lettere senza destinatario (inedite anche in Germania fino al 2010), che Nelly Sachs scrive nei mesi successivi alla morte della madre, contengono in nuce tutti i temi della sua maturità artistica. Nate nel momento della collisione tra il lutto personale e la tragedia della Shoah, si configurano come una sorta di meditazione lirica sul confine della vita: diario di una metamorfosi che descrive la morte non come una perdita ma come una nuova nascita. Se la mistica ebraica è lo sfondo imprescindibile di questo testo che affronta la morte e lo sterminio in una sfera teologica trascendente, non ... Vai alla scheda

  • Poesie_scritte_a_tredici_anni_a_Bergen-Belsen_(1944)

    Poesie scritte a tredici anni a Bergen-Belsen (1944) 

    Uri Orlev

    «Scrissi la prima poesia quando ancora ci trovavamo nel nostro nascondiglio, nella parte polacca di Varsavia. È rimasta là. Quando il campo [di concentramento] fu ridotto, cosi come il numero dei bambini, ripresi a comporre poesie. Scrivevo la prima stesura su un’asse che avevo staccato dal mio tavolaccio e la ricopiavo sul taccuino solo quando mi soddisfaceva completamente». Rinchiuso a Bergen-Belsen, il giovanissimo ebreo polacco Jurek OrΠowski affidò alla poesia le proprie angosce di tredicenne colpito dalla barbarie nazista. Nel 2005 lo stesso autore, divenuto nel ... Vai alla scheda

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    Il sogno e la violenza 

    Gershom Scholem

    Il libro raccoglie ventuno poesie di Gershom Scholem in traduzione italiana con testo originale tedesco a fronte. Si tratta di poesie di straordinario interesse, vertenti sul tema del rapporto tra la storia e l’ideale messianico. Tale tema viene poeticamente rappresentato o in riferimento a figure centrali del movimento sionista (Theodor Herzl, Chayyim N. Bialik, Shemuel Y. Agnon), o in dialogo con alcuni dei suoi più cari amici (Walter Benjamin, Hans Jonas), o in occasione di crisi nelle relazioni ebraico-arabe nella Palestina degli anni Trenta e Quaranta, oppure riflettendo sull’esistenza ... Vai alla scheda

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    Scrivere poesie dopo Auschwitz 

    Paola Gnani

    Sulla scorta di un approfondito lavoro di ricerca e di documentazione, l’autrice ricostruisce le varie fasi del rapporto fra Celan e Adorno prendendo le mosse dall’immediato dopoguerra per giungere alla fine quasi incrociata dei loro destini. In una prospettiva d’indagine che intreccia la vicenda umana con quella intellettuale, vengono analizzati i momenti d’avvicinamento e i distacchi, le illusioni e le delusioni inscritte nel complesso rapporto. La ricerca presenta, da un lato, le varie risposte di Celan alla tesi del filosofo sul versante poetico e poetologico e, dall’altro, il ... Vai alla scheda

  • Ballate_ebraiche_e_altre_poesie

    Ballate ebraiche e altre poesie 

    Else Lasker-Schüler

    Di Else Lasker-Schüler - la grande poetessa ebrea nata a Elberfeld in Vestfalia nel 1869, morta a Gerusalemme nel 1945, errabonda e fantasiosa frequentatrice del mondo artistico-letterario berlinese espressionista (da lei reinterpretato in chiave mistico-magica) ed amica dei massimi esponenti di quell'avanguardia, da Kraus a Benn, da Werfel a Trakl, da Walden a Marc a Loos, autrice di drammi e prose, insignita nel 1932 dell'importante Premio Kleist e costretta l'anno dopo all'esilio in Svizzera dall'avvento del nazismo - il lettore italiano ha di solito l'avara e frammentaria ... Vai alla scheda

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