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Schulim Vogelmann - Shoah

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  • LTI

    LTI 

    Victor Klemperer

    Nessun libro può sostituire il diario tragico di Klemperer: in esso è l'esperienza della distruzione a parlare, la violenza quotidiana della predicazione di morte. I lemmi, che egli sceglie per l'illustrazione del processo di formazione di una nuova lingua del potere, sono offerti alla sua intelligenza di filologo dalla sua vita quotidiana di perseguitato e si confrontano con la progressiva riduzione della sua esistenza a quella di un testimone. È un libro dal vero, che ci riconduce, con la meticolosa pedanteria di un cronista, ad una storia aberrante come fosse ancora un presente. ... Vai alla scheda

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    Charlotte. La morte e la fanciulla 

    Bruno Pedretti

    Queste pagine rivelano una figura d'eccezione: Charlotte, giovane artista ebrea berlinese che, prima di essere travolta dall'uragano nazista, fece in tempo a raccontare con la pittura la propria vita. È alla sua sconvolgente opera autobiografica Vita? o Teatro?- che è pittorica ma anche teatrale e musicale - che si ispira il presente romanzo, rintracciando nella vicenda reale di Charlotte i segni di un dramma che oltrepassa la storia e precipita come tragedia inappellabile. Segnata da un'agghiacciante catena femminile di suicidi in famiglia e accerchiata dalla violenza politica ... Vai alla scheda

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    Come siamo fortunati 

    Carl Friedman

    «`E quanto pane ti davano?' chiede Simon. Mio padre tiene la mano sopra il piatto e la scodella vuota e pizzica l'aria. C'è uno spazio piccolissimo tra il suo pollice e il suo indice. `Tanto così' dice `e all'ultimo anche di meno. Era fatto con farina mescolata a paglia e segatura'. `Segatura?'. Simon fa una smorfia. `Come quella di Jona?'. Jona è il nostro criceto. Ogni settimana Max mette un po' di segatura pulita sul fondo della sua gabbia. `Non capite' dice mio padre. Lui si alza, ma la razione di pane continua a librarsi sopra la tavola come ... Vai alla scheda

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    La scuola dei barbari 

    Erika Mann

    È per me un piacere poter fare a mia volta da mediatore tra lei e il pubblico, introducendo il suo libro ai lettori moralmente e politicamente interessati. Ha un argomento nefando, questo libro: parla con grande padronanza e cognizione di causa dell'educazione nella Germania nazista, di ciò che il nazionalsocialismo intende con il termine educazione. Ma, stranamente, è il contrario di una lettura sgradevole. L'eleganza del suo corruccio e della sua afflizione, il suo intelligente senso del comico, la benevola presa in giro con i quali ammanta la sua riprovazione sono fatti apposta per ... Vai alla scheda

  • Il_canto_del_popolo_ebraico_massacrato

    Il canto del popolo ebraico massacrato 

    Yitzhak Katzenelson

    Davanti al «cantare» di Yitzhak Katzenelson ogni lettore non può che arrestarsi turbato e reverente. Non è paragonabile ad alcun'altra opera nella storia di tutte le letterature: è la voce di un morituro, uno fra centinaia di migliaia di morituri, atrocemente consapevole del suo destino singolo e del destino del suo popolo. (...) Qui è Giobbe che parla, un Giobbe moderno più vero e compiuto dell'antico, ferito a morte nelle sue cose più care, nella famiglia e nella fede, orbo ormai (perché? perché?) dell'una e dell'altra. Ma alle ... Vai alla scheda

  • Mie_carissime_bambine

    Mie carissime bambine 

    Hertha Feiner

    Una scelta di lettere commoventi scritte dall'ebrea tedesca Hertha Feiner, negli anni fra il '39 e il '42, alle figlie adolescenti mandate a studiare in un collegio svizzero dopo la Notte dei cristalli. «Sono stata per qualche giorno a Dresda con una collega (...) È stato molto bello perché Dresda è una città che ha splendidi edifici. Purtroppo ci era vietato l'accesso a musei e simili». (3.4.40) «La situazione è molto grave e c'è solo una via di salvezza per me e siete voi, o una di voi o tutt'e due. (...) Se non è possibile rivederci ora non c'è alcuna speranza di poterlo fare in seguito». (19.6.42) Il 12 marzo 1943 ... Vai alla scheda

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    Sincronizzazione a Birkenwald 

    Viktor E. Frankl

    ... una rappresentazione scenica in cui tre personaggi della storia della filosofia (Spinoza, Socrate e Kant), dopo aver intessuto un dialogo su problemi teorici della filosofia, scendono sulla terra e vivono da vicino il dramma di alcuni prigionieri in un lager nazista, individuando con sorpresa e con ammirazione quella «forza di reazione dello spirito» grazie alla quale l'uomo è in grado di far fronte alle situazioni più estreme, ed anche più degradanti, nelle quali spesso è «gettato» dalla cattiveria e dal pregiudizio. (dalla Prefazione di E. ... Vai alla scheda

  • Sedici_ottobre_1943

    Sedici ottobre 1943 

    Fausto Coen

    La grande razzia nel vecchio Ghetto di Roma cominciò attorno alle 5,30 del 16 ottobre 1943. Oltre cento tedeschi armati di mitra circondarono il quartiere ebraico. Contemporaneamente altri duecento militari si distribuirono nelle 26 zone operative in cui il Comando tedesco aveva diviso la città alla ricerca di altre vittime. Quando il gigantesco rastrellamento si concluse erano stati catturati 1022 ebrei romani. Due giorni dopo in 18 vagoni piombati furono tutti trasferiti ad Auschwitz. Solo 15 di loro sono tornati alla fine del conflitto: 14 uomini e una sola donna. Tutti gli altri 1007 sono morti ... Vai alla scheda

  • Anni_d’infanzia

    Anni d’infanzia 

    Jona Oberski

    «La sera la mamma mi domandò che cosa avevo fatto durante il giorno. Le raccontai che ero stato insieme ai ragazzi più grandi. Mi domandò se mi prendevano così senz'altro con loro e io le spiegai che ora sì, mi prendevano con loro, perché avevo superato al prova. Ero stato all'osservatorio. Lei mi domandò che cos'era, un osservatorio. Risposi che lo sapeva benissimo, che lì c'erano i cadaveri e che sapeva anche benissimo che mio padre era stato gettato sopra gli altri cadaveri e che non aveva neppure un lenzuolo e io avevo detto ai ... Vai alla scheda

  • C’è_un_punto_della_terra...

    C’è un punto della terra... 

    Giuliana Tedeschi

    Il libro di Giuliana Tedeschi è ricco di una sua realtà interiore che si afferra alla varietà infinita degli eventi narrati e dà loro un significato inconfondibile, poiché‚ la scrittrice vive la sua esperienza profondamente e vi riflette su. Il campo di Auschwitz acquista ai nostri occhi una sua propria consistenza fantastica e più l'acquista la turba delle abitatrici, un'accozzaglia di esseri caduti là da ogni paese e incatenati a un destino comune, «le donne», che sono il soggetto corale di ogni proposizione contenuta in queste pagine. ... Vai alla scheda

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