Benvenuto su Giuntina.it

Schulim Vogelmann - Narrativa

Ricerca per argomento
  • grid list
  • Fino_alla_morte

    Fino alla morte 

    Igal Sarna

    Igal Sarna è un precursore di questa nuova Israele che sente, che vive in presa diretta con i propri sentimenti e anche con le proprie pulsioni morali senza temerne la dannosità per se stesso o per il Paese. Il suo sguardo sul passato, sull'ansia che è la malattia nazionale fino ad ora irriconosciuta e quindi malcurata di Israele, ci conduce diritti dentro Israele, il suo passato, il suo presente e anche il suo futuro. (dalla Prefazione di F. ... Vai alla scheda

  • Il_dibbuk_e_altre_storie

    Il dibbuk e altre storie 

    Hanna Krall

    «Ho chiesto a Adam S. perché mai un ambizioso americano alto un metro e ottanta, nato dopo la guerra, si interessi di ciò che non esiste. Mi ha risposto con una lettera scritta al computer. Deve aver avuto fretta, perché non ha nemmeno staccato i due margini perforati. Mi ha scritto che suo padre era un ebreo polacco che ha perduto nel ghetto la moglie e un bambino. Dopo la guerra se ne è andato in Francia, dove si è risposato. La nuova moglie era francese, in casa parlavano francese. - Perché mai la Polonia? - mi ha scritto nei suoi caratteri da computer. - È per il dibbuk. Il mio fratellastro, figlio di primo letto ... Vai alla scheda

  • Il_cappotto_del_principe

    Il cappotto del principe 

    Yossel Birstein

    La narrativa di Birstein offre spunti per una discussione articolata su più livelli: il valore del ricordo nel costituirsi dell'identità israeliana, l'uso della memoria come superamento del conflitto tra passato e presente, la coscienza dell'identità dell'altro e la sua accettazione. Questi livelli, che spesso si sovrappongono e si intersecano, costituiscono il punto di forza della poetica dell'autore. I quattro racconti contenuti in questa raccolta trattano problematiche di grande attualità ed offrono un prezioso contributo nella formazione del ricordo collettivo che diventa coscienza del singolo. (dalla Introduzione ... Vai alla scheda

  • Stern

    Stern 

    Bruce Jay Friedman

    ... il protagonista, vittima designata e bersaglio privilegiato di infiniti guai, finisce per assumere con rassegnazione se non con fierezza la maschera e lo stereotipo dell'ebreo della grande tradizione comica est-europea e poi americana, lo schlemiel più tardi promosso a gloria internazionale grazie a Philip Roth e ancor più a Woody Allen (i quali, è il caso di ricordarlo, a Bruce Jay Friedman e al suo Stern debbono non poco). Spesso sconfitto, Stern anche se non è responsabile delle sue umiliazioni è forse comunque colpevole di affezionarvisi; del resto, in certo senso si ... Vai alla scheda

  • La_festa_non_è_la_vostra

    La festa non è la vostra 

    Hanna Krall

    «Arrivarono i tedeschi. Ordinarono a tutti gli ebrei di andare al tempio, e gli ebrei ci andarono. Ordinarono di portare fuori i rotoli della Torà. E gli ebrei li portarono fuori. Ordinarono di accendere un falò in piazza, e gli ebrei lo accesero. Ordinarono di buttare i rotoli nel fuoco. E nessun ebreo si mosse. Allora i tedeschi fucilarono cento ebrei, e ordinarono di buttare i rotoli nel fuoco. E nessun ebreo... Allora i tedeschi fucilarono altri cento ebrei, e ordinarono... E nessun ebreo... Allora i tedeschi fucilarono tutti gli ebrei, e alla fine dovettero buttarceli da soli, i ... Vai alla scheda

  • Racconti_di_Kippur

    Racconti di Kippur 

    Shemuel Y. Agnon

    A venticinque anni dalla scomparsa di Shemuel Yosef Agnon (1888-1970), il maggiore scrittore di lingua ebraica di questo secolo e maître à penser di un'intera generazione di scrittori israeliani contemporanei (premio Nobel per la letteratura nel 1966), viene finalmente presentata al lettore italiano, a cura di Emanuela Trevisan Semi, una scelta di racconti che costituisce una sorta di «ciclo di Kippur». Tema centrale delle storie tradotte è quello della ricerca del passato perduto - il tempo della tradizione - che continua a rivivere attraverso la memoria e i sensi dello ... Vai alla scheda

  • Via_Nowolipie

    Via Nowolipie 

    Józef Hen

    «Ruth era figlia di un agiato sarto di via Panska; quell'agiatezza la si poteva vedere soprattutto addosso a sua madre, la signora Borsuk. Anche il padre di Halina era sarto, e se ci mettiamo anche il padre della piccola Halina Sherman, la bambina con cui giocavo al dottore sul balcone, ne viene fuori che nel nostro rione di sarti ce n'erano parecchi, e avevano tutti delle figlie bellissime. E tutti questi sarti sono stati uccisi insieme alle loro mogli e alle loro ... Vai alla scheda

  • Ritratti_di_famiglia

    Ritratti di famiglia 

    Henryk Grynberg

    Grynberg è poeta della memoria; di quella memoria storica che rischia sempre di venire cancellata, banalizzata, mistificata. Grynberg definisce se stesso «cronista dei morti», e ancora «guardiano di un grande cimitero» le cui tombe esistono, appunto, solo nella nostra memoria, e lui vi fa la guardia «per paura che vengano profanate». La letteratura è per lui strumento per dare voce a coloro che, vittime della bestialità umana, non possono più parlare: è l'imperativo di rendere testimonianza dell'oltraggio, l'unico atto di giustizia ... Vai alla scheda

  • La_Terra_degli_Ebrei_

    La Terra degli Ebrei  

    Else Lasker-Schüler

    «Chiunque volesse parlare della Palestina seguendo uno schema preciso sarebbe uno sciocco. La Palestina è terra di rivelazione! È possibile descrivere fedelmente la Palestina soltanto se la si rivela. La terra della Bibbia va narrata con amore; noi tutti la conosciamo sin dai tempi della nostra piccola Bibbia di scuola. Non ci interessa l'aspetto scientifico o economico; la Palestina è la terra del Libro di Dio, Gerusalemme la velata sposa di Dio ... Vai alla scheda

  • Ipnosi_e_altre_storie

    Ipnosi e altre storie 

    Hanna Krall

    «Chissà se Apollonia conosceva questo nome: Menachem Mendel. Crediamo di no. Crediamo che tutta quella casa di legno sull'angolo della strada non abbia richiamato la sua attenzione fino al giorno in cui non udì quello strano schianto. Non era in grado di identificarlo; ancora nessuno conosceva il rumore che fa una bomba cadendo. Udì uno schianto, poi un grido, poi corse a nascondersi con gli altri fra le siepi del cimitero. Quando tornò indietro, tutti già lo sapevano: la bomba era caduta in via Pilsudski, sul rifugio del rabbino. [...] Alla gente la sorte del rabbino sembrava terribile, e invece terribile non era, era ... Vai alla scheda

Ricevi le nostre news

Registrati per ricevere le ultimi novità e promozioni esclusive.

Per offrirti un servizio migliore Giuntina.it utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.