28 maggio 1944, Roma è ancora occupata. Eugenio Colorni esce dal suo rifugio in piazza Salerno. Porta con sé documenti e volantini clandestini. All’incrocio tra via Michele di Lando e via Stamira viene fermato da due uomini della Banda Koch; tenta la fuga, viene colpito alle spalle. Muore il 30 maggio all’ospedale San Giovanni, a pochi giorni dalla liberazione di Roma.
Filosofo e militante socialista, è tra le figure più significative dell’antifascismo europeo. Nato in una famiglia ebraica, Eugenio Colorni unisce alla ricerca filosofica un impegno politico concreto che lo condurrà all’attività clandestina. Arrestato nel 1938, è confinato a Ventotene, dove con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi contribuisce all’elaborazione e alla diffusione del Manifesto di Ventotene, primo progetto di una federazione europea. Attraverso documenti, lettere e testimonianze, questa biografia restituisce la complessità di una figura di straordinario rilievo: un pensatore libero, un organizzatore instancabile della Resistenza, uno degli spiriti più lucidi del suo tempo che ha saputo anche immaginare un’Europa libera e unita.






