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Diaspora

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  • Una_strana_fortuna

    Una strana fortuna 

    Maurice Grosman

    «Perche dei cinque figli che eravamo in famiglia solo io sono sopravvissuto? C'è stato bisogno del calcio di un bambino a scuola. C'è stato bisogno di quel medico che mi ha evitato di essere prelevato in ospedale insieme agli altri pazienti ebrei. C'è stato bisogno di quello stesso medico che ha cambiato idea a proposito del "trattamento miracoloso" dell'americano! Ogni sopravvissuto deve la sua vita a una successione di eventi fortuiti. Dei deportati, salvati dai russi o dagli americani, e ai quali è stato dato da mangiare troppo in fretta o in troppa ... Vai alla scheda

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    Controfigure 

    Jadwiga Maurer

    La letteratura sulla seconda guerra mondiale annovera migliaia di titoli. Relativamente pochi sono però i testi che si occupano del ritorno degli ebrei nella società civile e del loro rapporto con gli altri sopravvissuti e con la patria, una patria che spesso ha contribuito alla loro persecuzione. È in questa cerchia di problematiche che Jadwiga Maurer ci conduce con i suoi racconti: dalla Cracovia occupata dai nazisti alla Germania del boom economico, all'atmosfera ovattata dei campus statunitensi. n suo passo è sempre leggero, la sua prosa ha una cadenza semplice e parlata, ... Vai alla scheda

  • Stazioni_intermedie

    Stazioni intermedie 

    Vladimir Vertlib

    Innegabile in questo libro l’elemento autobiografico perché le peregrinazioni per mezzo mondo del protagonista hanno veramente contrassegnato l’infanzia e l’adolescenza dell’autore. Ma, nel raccontare con leggerezza e ironia il destino di questa famiglia di ebrei sovietici in cerca di una nuova patria, Vertlib descrive situazioni che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi: le difficoltà di integrazione dei migranti, lo scontro con burocrazie crudeli, la diffidenza dei «locali» nei confronti dello straniero, il miraggio di un lavoro sicuro, le complicazioni (ma ... Vai alla scheda

  • Il_libro_dell’ignoto

    Il libro dell’ignoto 

    Jonathon Keats

    Un bugiardo, un imbroglione, un ladro e una sgualdrina. Da loro non ti aspetteresti certo la virtù. Eppure sono alcuni dei trentasei Giusti nascosti (a sé e agli altri) che secondo una suggestiva leggenda ebraica permettono al nostro basso mondo di continuare a esistere. Con vivida immaginazione e grande sagacia Jonathon Keats rielabora questa leggenda indodici sorprendenti racconti creando personaggi tanto improbabili quanto ... Vai alla scheda

  • L’allevatore_di_colombe

    L’allevatore di colombe 

    Mario Goloboff

    Insieme al giovane narratore, il Pibe, sono le colombe ad essere leprotagoniste del romanzo. Nella loro rappresentazione convergono dueprospettive: da una parte, attraverso di esse, si simboleggia lacondizione della vittima chiamando dunque in causa il tema del male;dall’altra, si guarda ad esse come a un oggetto d’amore, condizione cuicontribuisce in modo determinante il sovrapporsi della figura femminileall’immagine della colomba. Infatti, grazie alle colombe, si realizza omeglio inizia una specie di educazione sentimentale del Pibe:differenti l’una dall’altra per aspetto e ... Vai alla scheda

  • Il_libro_del_paradiso

    Il libro del paradiso 

    Itzik Manger

    Considerato un classico della letteratura yiddish moderna, Il libro del paradiso è un’opera suggestiva, esilarante e commovente a un tempo, in cui l’autore dà libero sfogo alla sua vena d’ironico e disincantato interprete di storie bibliche. Shmuel Abe, un angioletto monello e scaltro, che – come narra un aleggenda talmudica sulla creazione dei bambini – prima di venire al mondo viveva, alla pari di tutti i nascituri, in paradiso, arriva sulla terra riuscendo a ricordarsi, grazie a un trucchetto, la sua esistenza precedente. Consapevole della straordinarietà ... Vai alla scheda

  • Ritratto_con_la_pallottola_nella_mascella

    Ritratto con la pallottola nella mascella 

    Hanna Krall

    «Sulla tomba di Dawid di Lelów, l’antenato di Andzia e Lina, ogni anno si ripete lo stesso colloquio:
    – Il nostro tzaddìk insegnava: “Non ti salverai se nonconoscerai te stesso e se non riconoscerai i tuoi errori”. Ricordatiche non è mai troppo tardi per ritornare a Dio, sia lodato il suo nome.
    – Qui non c’è stata salvezza, Rabbi. Qui non c’è stato posto per alcunDio – risponde ogni volta Chaim Środa, figlio di Josef il ... Vai alla scheda

  • La_casa_della_nostalgia

    La casa della nostalgia 

    Anna Mitgutsch

    Fin da quando Max poteva ricordare, la foto era sempre stata sul comò. Essa trasformava in un ulteriore luogo d’esilio ogni nuova abitazione in cui si trasferivano. A differenza di tutti gli altri oggetti che si toglievano dalle casse dopo ogni trasloco, il suo significato si estendeva fin nel passato e con la solennità di un giuramento imponeva di mantenere una promessa.
    Max, il protagonista del romanzo, che dedicherà la sua vita professionale di arredatore a dare intimità e calore a tante abitazioni destinate ad altri, una volta in pensione manterrà infine quella ... Vai alla scheda

  • Conseguenze_tardive

    Conseguenze tardive 

    Grete Weil

    Se gran parte della letteratura tedesca ed europea del secondo dopoguerra è in qualche modo segnata dalla cesura culturale simboleggiata da Auschwitz - nei temi del disagio della civiltà, della mancanza di parola, del vuoto esistenziale o del sentimento del nulla che la caratterizzano - l'opera di Grete Weil, invece, affronta e tratta direttamente il "morbo Auschwitz", ben lungi da definirsi solamente "influenzata" da esso. L'autrice fa della deportazione e dello sterminio degli ebrei, della condizione di vittima e delle conseguenze di quel morbo il tema unico della sua ... Vai alla scheda

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    La tempestosa vita di Lazik 

    Ilja Ehrenburg

    Unione Sovietica, primo e periglioso decennio postrivoluzionario. In una sperduta, "qualsiasi" Gomel, Lazik Reutschwanetz, rispettabile quanto minuscolo sarto per uomo, conduce una vita non felice (perché la compagna Geršanovic dai suoi dieci centimetri d'altezza in più ostinatamente gli si nega) e tuttavia libera, fino al giorno in cui imprudentemente si lascia scappare un sospiro davanti a un manifesto pubblico. Di qui alla prigione il passo è brevissimo. E così pure dalla prigione a una nomade esistenza da irregolare. Lazik, sballottato di paese in paese, passa ... Vai alla scheda

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