Scritto ad Amsterdam intorno al 1740, Il sentiero dei giusti è un capolavoro della spiritualità ebraica. Espone con chiarezza l’importanza delle mitzvot, ossia i precetti, e il dovere di viverle con il cuore, in modo consapevole e intenzionale, al fine di elevare spiritualmente l’intera persona. Non è però un’opera destinata soltanto a chi si ritira dal mondo: al contrario, si rivolge all’uomo immerso nella realtà quotidiana, impegnato nei doveri professionali, familiari e sociali, indicando un percorso di crescita anche nella concretezza della vita di ogni giorno.
Radicata nei testi biblici e nella letteratura rabbinica morale, l’opera addita come ideale «il perfezionamento del servizio divino nonché l’amore e il timore di Dio», ponendosi come ponte tra la qabbalà rinascimentale e il nascente chassidismo. Acume psicologico e sensibilità pedagogica convergono in uno dei testi più influenti della tradizione ebraica.




