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Laura Forti

Laura Forti è una delle drammaturghe italiane più rappresentate all’estero. I suoi testi sono stati tradotti e messi in scena in molti paesi e pubblicati in Germania e Francia. All’attività di scrittrice affianca quella di docente, insegnando scrittura teatrale e creative writing. Collabora come giornalista con radio e riviste nazionali e internazionali. In ambito editoriale, ha tradotto per Einaudi I cannibali e Mein Kampf di George Tabori. Con la Giuntina ha pubblicato L'acrobata, Forse mio padre, Per non sentire più niente.

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    Per non sentire più niente 

    Laura Forti

    Dopo il fallimento dell’ultimo romanzo, Michele ha la sensazione di perdere, una dopo l’altra, tutte le certezze: la scrittura, gli affetti, la fiducia nel mondo e perfino il rapporto con la propria identità ebraica. Quando un suo goffo tentativo di suicidio finisce in rete trasformandosi nell’ennesimo spettacolo da commentare, crede davvero di aver toccato il fondo. Ma è solo l’inizio. Sarà l’incontro con Elia Stern, misterioso e carismatico propugnatore di un nuovo ebraismo “muscolare” e dinamico, a incrinare definitivamente il fragile equilibrio ...

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    Forse mio padre 

    Laura Forti

    Poco prima di morire, una madre rivela alla figlia che l’uomo che l’ha cresciuta non è il suo padre biologico. Come uno sparo improvviso, una verità fino ad allora solo sospettata diviene certezza dolorosa. Un giovane conosciuto durante l’occupazione nazista e abbandonato subito dopo la guerra, è lui il padre. È lui quella presenza impalpabile con la quale la madre è sempre rimasta segretamente in contatto e che ha lasciato dietro di sé poche, labili tracce. È lui il forse padre. Inizia allora il tentativo di ... Vai alla scheda

  • L'acrobata

    L'acrobata 

    Laura Forti

    «Devo correre il rischio di far uscire la mia storia, una storia che ho tenuto dentro per tutti questi anni, a costo che mi si schianti il cuore, a costo che tu mi giudichi». Perché un figlio ha diritto di sapere qual è il cammino che ha portato suo padre a scegliere la lotta armata per combattere la dittatura, e a morire per la libertà. Bisognerà allora partire da lontano, dalle generazioni precedenti: dalla Russia Bianca di fine Ottocento all’Italia del fascismo, dalle leggi razziali alla fuga in Cile, dall’impegno politico per Salvador Allende al dramma della ...

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