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Elie Wiesel

Nato nel 1928 a Sighet, in Transilvania, Elie Wiesel venne deportato ad Auschwitz e Buchenwald. Dopo la guerra ha fatto per alcuni anni il giornalista in Francia e poi si è trasferito a New York. Nel 1986 ha ricevuto il premio Nobel per la pace. Oggi, con la sua fondazione difende i diritti dell'uomo nel mondo, lavora per la pace e contro la povertà. Di lui la Giuntina ha pubblicato La notteCredere o non credere , Il testamento di un poeta ebreo assassinato, Il processo di Shamgorod, L'ebreo errante, Il quinto figlio, La città della fortuna, Cinque figure bibliche e Il Golem.

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  • Rashi

    Rashi 

    Elie Wiesel

    Sin dall’infanzia, Rashi mi ha sempre accompagnato con le sue intuizioni e il suo fascino. Sin dalle mie prime lezioni di Bibbia nel cheder, mi sono rivolto a lui per afferrare il significato di un verso o di una parola che sembravano oscuri. È il mio primo riferimento. Il mio primo sostegno. Il primo amico il cui aiuto è inestimabile, per non dire indispensabile, se desideriamo approfondire un pensiero attraverso passaggi sotterranei sconosciuti, fino alle sue origini remote. Un suo velato suggerimento è come un sorriso, tutto s’illumina e diventa più chiaro. Elie ... Vai alla scheda

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    Personaggi biblici attraverso il Midrash 

    Elie Wiesel

    "Da bambino leggevo questi racconti biblici con uno stupore misto ad angoscia. Immaginavo Isacco sull'altare, e piangevo. Vedevo Giuseppe principe d'Egitto, e ridevo". A questo stupore e a questa angoscia Elie Wiesel fa partecipare i lettori di queste pagine. A partire dalle fonti bibliche e attraverso le leggende del Midrash, egli ci parla di alcuni grandi personaggi della Bibbia e riscopre il senso della loro storia con una interpretazione poetica e al tempo stesso problematica. Adamo, Caino e Abele, Abramo e Isacco, Mosè, giobbe sono qui rievocati nella densità della loro ... Vai alla scheda

  • Cinque_figure_bibliche

    Cinque figure bibliche 

    Elie Wiesel

    Ancora una volta Elie Wiesel è riuscito a presentarci dei personaggi del passato come se vivessero nel presente. Incontriamo Giosuè, Elia, Saul, Geremia e Giona, e le loro speranze sono le nostre speranze, le loro angosce sono le nostre angosce. Conoscendoli meglio, impariamo a conoscere meglio noi ... Vai alla scheda

  • Credere_o_non_credere

    Credere o non credere 

    Elie Wiesel

    Akavià figlio di Mahalalel consigliava all'uomo di meditare costantemente su tre cose: da dove viene, dove va, e a chi dovrà render conto. Per uno scrittore che vuol essere testimone, questo consiglio è particolarmente prezioso. Gettando uno sguardo sull'itinerario percorso, a volte deve fare un bilancio. Certamente ritroverete qui alcuni dei miei temi e delle mie ossessioni. Quarant'anni dopo l'Evento, provo ancora l'angoscia di non poter dire l'indicibile, l'obbligo di tentare, e la sensazione di aver fallito. Come descrivere la distanza che separa i morti dai ... Vai alla scheda

  • Il_quinto_figlio

    Il quinto figlio 

    Elie Wiesel

    È difficile vivere per il figlio di Reuven Tamiroff, segnato dal tragico destino dei suoi: una comunità condannata a morte da un ufficiale delle SS; un padre che si è fatto silenzioso sotto il peso delle immagini che lo perseguitano; una madre che si è rifugiata nella follia; e Ariel, il fratellino scomparso nell'inferno nazista, col quale il narratore a poco a poco si identifica. Alla fine della guerra Reuven Tamiroff aveva deciso di farsi giustizia da solo. Trent'anni dopo suo figlio riparte alla caccia del carnefice miracolosamente sfuggito all'attentato. Ma la vendetta ... Vai alla scheda

  • Il_processo_di_Shamgorod

    Il processo di Shamgorod 

    Elie Wiesel

    Shamgorod, villaggio sperduto dell'Europa orientale, nella metà del XVII secolo. In un giorno di Purim - la festa dei folli, dei bambini e dei mendicanti, in cui tutti si divertono, si inebriano e sognano un mondo migliore - tre attori girovaghi arrivano alla locanda per rallegrare la comunità ebraica. Ma a Shamgorod non c'è più comunità ebraica: un progrom l'ha sterminata. Niente più spettatori, dunque, per il Purimspiel - la recita di Purim - se non il locandiere e la sua cameriera. Eppure la farsa comincia. Ma a poco a poco, in questo clima di violenza, di ... Vai alla scheda

  • Il_testamento_di_un_poeta_ebreo_assassinato

    Il testamento di un poeta ebreo assassinato 

    Elie Wiesel

    Il primo ricordo di Paltiel Kossover è un pogrom vissuto all'età di cinque anni. Poi è l'esilio in Romania, la scoperta delle idee rivoluzionarie a Berlino mentre il nazismo sale al potere, nella Parigi del Fronte popolare e nella Spagna sconvolta dalla guerra civile. Tornato in Russia, Paltiel sarà, alla fine della guerra, torturato ed eliminato su ordine di Stalin. Cosa ne saprebbe di questa vita il figlio Grisha senza il racconto di Zupanev, testimone silenzioso dell'ultima battaglia del ... Vai alla scheda

  • La_notte

    La notte 

    Elie Wiesel

    Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: ... Vai alla scheda

  • Il_Golem

    Il Golem 

    Elie Wiesel, Mark Podwal

    "Devo questa leggenda a un vecchio mendicante che si chiamava Shmaike. Era uno storpio, ma, per non so quale ragione, lo chiamavamo "Shmaike il lungo". Era davvero strano: se ne stava zitto per tutto l'anno e cominciava a parlare solo durante la settimana che precedeva la Pasqua. Allora raccontava una sola storia - sempre la stessa - che diceva di aver ereditato dallo zio, uno scapolo sfaccendato che nessuno prendeva sul serio. A questo zio la storia era stata narrata dal nonno materno, Rabbi Issachar, un vero studioso, che l'aveva attribuita al suo Maestro, il famoso Rabbi Ephraim, che si ... Vai alla scheda

  • Maestri_e_leggende_del_Talmud

    Maestri e leggende del Talmud 

    Elie Wiesel

    Per affrontare un’opera complessa e profonda come il Talmud si rende necessaria una guida sapiente che conosca bene la strada, una guida che sappia valorizzare le pagine più battute come quelle più inesplorate. In Maestri e leggende del Talmud Elie Wiesel riesce a restituirci tutta la ricchezza dell’universo talmudico attraverso le vicende di alcuni personaggi emblematici. Incontriamo Shammai e Hillel, con i loro allievi contrapposti in un dibattito eterno, rabbì Shim‘on bar Yochai e suo figlio El‘azar, rabbì ‘Aqivà, rabbì ... Vai alla scheda

  • Le_porte_della_foresta

    Le porte della foresta 

    Elie Wiesel

    Gregor, il protagonista di questo romanzo, deve affrontare quattro prove, una per stagione, come quattro sono le stagioni della vita. Il suo è un percorso concentrato in un solo tragico anno che assume i caratteri del viaggio iniziatico: l’incontro con “il maestro”, il nascondimento del proprio io per guardare e comprendere l’altro, la lotta attiva per cambiare il mondo, la memoria che si tramuta in saggezza. Nel suo viaggio, Gregor deve affrontare e sconfiggere il male e la morte. La Shoah è un’esperienza estrema che non lascia vie di fuga. ... Vai alla scheda

  • La_città_della_fortuna

    La città della fortuna 

    Elie Wiesel

    Perché Michael, sopravvissuto miracolosamente agli orrori della guerra, ha attraversato la cortina di ferro per rivedere la sua città natale? È quello che vorrebbero scoprire i poliziotti incaricati di estorcergli una confessione. Ma Michael, deciso a non cedere, si rifugia nella propria interiorità e come in un sogno ricostruisce il mondo scomparso della sua infanzia. In un viaggio ai limiti della follia, con commozione trattenuta e purezza, Michael ci narra le vicende della sua vita tormentata, ma al tempo stesso cerca faticosamente di ricomporre quel rapporto che aveva visto ... Vai alla scheda

  • L'ebreo_errante

    L'ebreo errante 

    Elie Wiesel

    (...) Ma, nel momento del cheshbon hanefesh, facendo il bilancio della mia vita, devo riconoscere che i miei veri maestri, per guidarmi e per spingermi avanti, mi attendono non in luoghi prestigiosi e lontani ma nelle piccole aule piene d'ombre e di canti dove un ragazzo al quale assomigliavo studia ancora oggi la prima pagina del primo trattato del Talmud, sicuro di trovarvi tutte le risposte a tutte le domande. Meglio: tutte le risposte e tutte le domande. Perciò, spesso per me l'atto di scrivere non è altro che il desiderio inconfessato o cosciente di incidere alcune parole su una pietra ... Vai alla scheda

  • Il_mondo_sapeva

    Il mondo sapeva 

    Elie Wiesel

    Nell’ottobre del 1999, nell’aula magna dell’Università di Friburgo, Elie Wiesel pronuncia un discorso incentrato sul rapporto tra passato e futuro dal quale emerge l’interrogativo: come fare i conti con un passato gravido di orrori come quello dell’Europa del Novecento? Che fare dei cumuli di cadaveri, dei bambini assassinati, della complicità silenziosa di chi sapeva ed è rimasto a guardare? Questo discorso di Wiesel, finora inedito, rappresenta un formidabile appello a resistere alla tentazione della violenza e alla banalizzazione della memoria. E sullo sfondo ... Vai alla scheda

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