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Cultura Yiddish

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  • La_moglie_del_rabbino

    La moglie del rabbino 

    Chaim Grade

    Figlia di un famoso rabbino, Perele deve trovare uno sposo degno del suo rango. Ma il brillante fidanzato Moshe Mordechai, un genio del Talmud, la respinge poco prima delle nozze. Perele sposa allora un giovane di buon carattere ma di modeste ambizioni che si accontenta del suo ruolo di rabbino in una piccola città. Anche dai figli ha poche soddisfazioni: i due maschi sono semplici negozianti, la figlia e il genero zoticone le riservano solo amarezze. Una volta adempiuti i doveri materni che la società le impone e raggiunta la mezza età, Perele partirà al ... Vai alla scheda

  • Il_viaggio_di_Yash

    Il viaggio di Yash 

    Jacob Glatstein

    Nell’estate del 1934, all’età di trentasette anni, Jacob Glatstein si mise in viaggio da New York a Lublino, in Polonia, per accorrere al capezzale della madre morente, attraversando l’Atlantico, la Francia e la Germania nazista e ripercorrendo in senso inverso la rotta delle migrazioni ebraiche in un momento in cui chi poteva tentava con ogni mezzo di fuggire dalla trappola europea. Il racconto di quel viaggio è più di un semplice romanzo, è un viaggio sperimentale, poetico e artistico alla scoperta di nuove modalità espressive, tra realtà e ... Vai alla scheda

  • Il_libro_del_paradiso

    Il libro del paradiso 

    Itzik Manger

    Considerato un classico della letteratura yiddish moderna, Il libro del paradiso è un’opera suggestiva, esilarante e commovente a un tempo, in cui l’autore dà libero sfogo alla sua vena d’ironico e disincantato interprete di storie bibliche. Shmuel Abe, un angioletto monello e scaltro, che – come narra un aleggenda talmudica sulla creazione dei bambini – prima di venire al mondo viveva, alla pari di tutti i nascituri, in paradiso, arriva sulla terra riuscendo a ricordarsi, grazie a un trucchetto, la sua esistenza precedente. Consapevole della straordinarietà ... Vai alla scheda

  • Acquario_verde

    Acquario verde 

    Avraham Sutzkever

    Il libro racconta gli ultimi giorni del ghetto di Vilna e la caccia dei nazisti agli ultimi sopravvissuti. Con uno stile evocativo e poetico Sutzkever crea un mondo primordiale e senza Dio, in cui la prospettiva è tutta rivolta ai perseguitati e alla forza morale che oppongono al male radicale e disumanizzato dei persecutori che viene relegato in un’oscurità indistinta e minacciosa. È la poesia a incarnare le forze umane di salvezza e al tempo stesso è testimone del coraggio di tutti i piccoli eroi senza nome che combattono contro le forze della distruzione. L’acquario ... Vai alla scheda

  • YIDDISH

    YIDDISH 

    Sheva Zucker

    Lo yiddish è stata la principale lingua degli ebrei europei e l'espressione più autentica del carattere essenzialmente europeo dell'ebraismo degli ultimi duemila anni. Pur nascendo come lingua neo-germanica, lo yiddish si è caratterizzato immediatamente anche come lingua ebraica: è scritta infatti in caratteri ebraici e dalla tradizione religiosa deriva la sua importante componente ebraico-aramaica. Queste due caratteristiche, l'essere contemporaneamente europea ed ebraica, sono l'emblema dell'ebraismo fino al XX secolo. Parlato in Europa orientale da dodici ... Vai alla scheda

  • Lo_yiddish

    Lo yiddish 

    Jean Baumgarten

    All'alba della seconda guerra mondiale, su diciotto milioni di ebrei, undici parlavano yiddish. Di questi undici, circa cinque milioni sono stati sterminati da Hitler. Stalin ha poi completato l'opera di annientamento uccidendo scrittori e distruggendo tipografie e biblioteche. Per cui oggi lo yiddish è quasi una lingua morta, ed è parlata soltanto da qualche vecchio immigrato in America o nei circoli religiosi ultraortodossi. Ma molti giovani, affascinati dal tragico destino di questa lingua, hanno cominciato a studiarla, come se volessero farla rinascere. È soprattutto pensando a ... Vai alla scheda

  • La_canzone_dimenticata

    La canzone dimenticata 

    Josef Burg

    I racconti di Burg, uno degli ultimi scrittori yiddish ancora vivente, ci parlano della nostalgia e del dolore per quel mondo ebraico dell’Europa orientale cancellato dal nazismo. Sono piccole storie di kleine mentshele, persone semplici, di quieti villaggi sperduti nei boschi dei Carpazi che un giorno la violenza ha sconvolto e annientato. Storie che raccontano il dolore e lo stupito sgomento di fronte al dilagare del male che attacca come una febbre maligna e trasforma il vicino di sempre in boia ... Vai alla scheda

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