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«Bei tempi»

«Bei tempi»
Sottotitolo:
Lo sterminio degli ebrei raccontato da chi l'ha eseguito e da chi stava a guardare
Anno di edizione:
1990
Numero riedizioni:
3
Traduzione:
Paola Buscaglione Candela
Pagine:
236
Illustrato:
si
Legatura:
brossura
ISBN:
88-85943-53-5
Disponibile:
si
Prezzo:
20 € 17 €

 Sconto 15% 

Sotto il titolo provocatorio «Bei tempi» - tratto da un album fotografico appartenuto al comandante di un campo di concentramento - i curatori di questo libro hanno riunito una serie di documenti impressionanti. Si tratta in massima parte di testimonianze dirette (diari, lettere e rapporti ufficiali), ma anche di verbali di interrogatori in cui assassini, complici e persone che hanno assistito passivamente ai crimini descrivono ai giudici istruttori, in retrospettiva e con crudezza, come venne organizzato lo sterminio degli ebrei e come venne condotto alla tragica conclusione. Il testo è accompagnato da numerose foto che parlano da sé. Esse non ci mostrano dei criminali mostruosi che uccidevano con la bava alla bocca, belve che solo per il loro aspetto ci ispirano ripugnanza; ci mostrano invece questi esecutori (incitati dagli spettatori) mentre svolgono il loro «lavoro» per poi, sfiniti ma soddisfatti, godersi le loro serate allietate dalla birra. Ci vengono mostrate persone dal cui aspetto non si potrebbe indovinare che hanno avuto parte attiva in quell'ingranaggio di morte che essi hanno fatto funzionare con diligenza e buona volontà.Il carattere confidenziale, anzi talvolta privato, del materiale mostra con spietata chiarezza quanto saldamente la «Weltanschauung» del nazismo fosse ancorata nell'intimo della psiche popolare e fosse radicata nel pensiero corrente e nella sensibilità comune di vastissimi strati della popolazione. Un libro sconvolgente e al tempo stesso illuminante, che informa e vuole stimolare a una «elaborazione del lutto»; vuole anche opporsi alla tendenza a dimenticare che in Germania c'è stato un tempo in cui, sulla pubblica strada e in pieno giorno, cittadini ebrei potevano venir massacrati con stanghe di ferro senza che nessuno si ponesse a loro difesa.

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