Hallèl

Hallèl (letteralmente “lode”) è una raccolta di salmi gioiosi, ovvero i Salmi dal 113 al 118 del testo biblico. L'hallèl è considerato come un'unità liturgica distintiva, introdotta e seguita da una benedizione. È recitato nelle occasioni festive nel corso dell'anno. Queste comprendono Pésach, Shavu`òt, Sukkòt, Sheminì Atzèret, Simchàt Toràh, Chanukkàh e Rosh Chòdesh. L'hallèl viene cantato da tutta la comunità e una vasta gamma di melodie allegre fanno da sfondo al testo.
Durante gli ultimi sei giorni di Pésach e per il Capo Mese, certe parti de Salmi 115 e 116 vengono omesse. Questo testo abbreviato è chiamato “mezzo hallèl”. Viene recitato per il Capo Mese perché questo viene considerato soltanto una “mezza festa”, durante la quale è permesso lavorare, e durante gli ultimi giorni di Pésach, secondo un antico midràsh, per rispetto nei confronti della tristezza di Dio per la morte degli egiziani, anch'essi Suoi figli. L'hallèl non viene recitato per Rosh Hashanàh e per Yom Kippùr, perché questo è il tempo del giudizio divino, quando l'allegria dell'hallèl sarebbe inopportuna.
L'hallèl viene recitato anche per la vigilia di Pésach, a conclusione del séder. Accompagnato dal Salmo 136, è conosciuto come “il grande hallèl” ed è recitato anche durante la liturgia del Sabato (Shabbàt) e della mattina dei giorni festivi. L'usanza chassidica incoraggia il canto dell'hallèl durante la cottura delle matzòt, il giorno precedente Pésach. Molte sinagoghe hanno aggiunto l'hallèl anche alla liturgia del 5 di Iyyar (solitamente alla fine di aprile o agli inizi di maggio del calendario civile) come celebrazione religiosa del Giorno dell'Indipendenza d'Israele.
Per offrirti un servizio migliore Giuntina.it utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.