Brit milàh

Il brit milàh è il patto della circoncisione, conosciuto anche come il patto di Abramo nostro padre. Prima della nascita d'Isacco, secondo la Toràh, ad Abramo venne detto di circoncidere se stesso, e tutti i futuri maschi della tribù all'eta di otto giorni. Questo doveva essere il segno dell'alleanza tra Dio e Abramo, in base alla quale Abramo e i suoi discendenti avrebbero eseguito il volere di Dio, e il Signore li avrebbe protetti e, dopo un certo periodo di esilio, ricondotti alla loro terra.
L'imprimere il marchio dell'alleanza con un segno nella carne di un neonato mostra che le generazioni ebraiche sono nate nel patto senza possibilità di scelta. L'appartenenza alla comunità dell'allenza d'Israele arriva come un diritto di nascita. Essa deve essere confermata con lo studio e con l'impegno, ma l'assenza di questi ultimi non è sufficiente ad annullare il senso fortissimo di legame familiare che dà origine al popolo ebraico, l'incarnazione terrena di questa eredità spirituale. In origine questo legame passava di padre in figlio. In seguito, nella prima epoca rabbinica, venne ad essere definito come un legame matrilineare, che passava dalla madre ai figli e alle figlie. Oggi ci sono molti che dicono che l'appartenenza all'ebraismo può essere trasmessa da entrambi genitori, anche se questa opinione è ancora fortemente controversa. Ad ogni buon conto è il padre ebreo o, in assenza di esso, il parente ebreo maschio più prossimo che è obbligato a provvedere affinché il bambino venga circonciso secondo il rito.
La circoncisione è di solito eseguita da un mohèl, un circoncisore di professione, che agisce in nome del padre. La breve cerimonia è emoziante e solenne. Un anziano, di solito un nonno o un ospite di riguardo, è il sandàk, che tiene il bambino in braccio durante il rito. Per un istante il bambino è posto su una sedia designata allo scopo, chiamata il “trono d'Elia”, dove si dice che Elia il Profeta tenga il bambino nel suo grembo, un segno di benedizione e di amore per i bambini che va oltre tutte le generazioni. Tra i passi letti vi è Ezechiele 16:6. “Passavo e ti ho visto immerso nel tuo sangue e ti ho detto: Per il tuo sangue tu vivrai; per il tuo sangue tu vivrai”. Mentre viene ripetuta l'ultima frase, due gocce di vino rosso, dolce, vengono poste sulla lingua del neonato, a compensare simbolicamente le gocce di sangue versato durante la circoncisione. La circoncisione è quasi universale tra i maschi ebrei, malgrado le opinioni mediche contrastanti riguardo alla sua utilità. Oggi ci sono molti medici ebrei che eseguono la circoncisione sia per ragioni mediche che rituali.
Come conseguenza dell'influenza del femminismo sulla vita ebraica, per le bambine è previsto un rito analogo, che prevede una cerimonia con l'imposizione del nome e la benedizione; ma si tratta di una innovazione recente. Per tradizione alle bambine era imposto il nome dal padre nella sinagoga, sebbene ci sia un'antica usanza sefardita di celebrare un evento chiamato zéved ha-bat. Varie forme per il nuovo rito di imposizione del nome alle bambine sono state inventate negli ultimi anni. Alcune prevedono l'immersione nell'acqua, il lavaggio dei piedi, o altri impieghi dell'acqua. Tutte queste forme richiamano l'associazione della donna con il miqvéh. Altre sono costituite da riti molto semplici, con preghiere e canti, e sono spesso in sintonia con le scelte e le esigenze religiose della famiglia.
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