Mezuzàh

La mezuzàh è una striscia di pergamena, di solito racchiusa in un astuccio posto sullo stipite destro della porta di una casa o della stanza in cui si entra. In essa sono scritti due passi della Toràh - Deuteronomio 6:4-9 (shemà`) e 11:13-21 - che riportano il comandamento “le scriverai sugli stipiti delle porte della tua casa”.
La parola mezuzàh originariamente indicava lo stipite vero e proprio. Durante l'esodo dall'Egitto, agli schiavi israeliti venne comandato di segnare con il sangue del sacrificio pasquale l'architrave e gli stipiti delle loro case così che fossero protetti dalla distruzione portata dalla piaga che uccise i primogeniti d'Egitto (Es. 12:7). Mentre la Toràh non fa alcun collegamento tra questa storia e il successivo comandamento di scrivere la parola di Dio sullo stipite, quest'associazione viene fatta spesso da fonti successive.
La mezuzàh nacque senza dubbio come un amuleto di protezione. Il passaggio dall'interno all'esterno, o il suo contrario, è un momento di transizione che deve essere salvaguardato. Il fatto che il nome divino Shaddài, che è anche un'abbreviazione dell'espressione “custode delle porte d'Israele”, sia inciso sulla superficie esterna della mezuzàh conferma questa funzione. Tuttavia l'ebraismo più tardo re-interpretò la mezuzàh come un simbolo del valore della vita familiare. Una casa o una stanza contrassegnate da una mezuzàh sono luoghi dove gli insegnamenti dell'ebraismo sono presenti e sono messi in pratica.
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