Yizkòr

Yizkòr, ovvero le funzioni religiose commemorative, sono eseguite quattro volte l'anno secondo l'usanza ashkenazita, ampiamente diffusa. Queste occasioni sono Yom Kippùr, gli ultimi giorni di Pésach e di Shavuòt e Sheminì `Atzéret.
La parola yizkòr significa “Possa Egli ricordare”, ovvero l'espressione iniziale della preghiera di commemorazione. Generalmente si recita l'yizkòr (che nella tradizione ebraico-tedesca viene indicato come maskir) in memoria dei parenti stretti: i genitori, i fratelli, il coniuge e i figli. Molti siddurìm (siddùr), pubblicati in anni recenti, hanno aggiunto preghiere in memoria dei martiri della Shoàh, dei soldati israeliani uccisi in battaglia e delle vittime di attacchi terroristici contro gli ebrei.
Il testo tradizionale della preghiera dell'yizkòr ricorda che la beneficenza (tzedakàh) è stata fatta in memoria dei defunti. Nella credenza popolare ebraica questa offerta e la recitazione delle preghiere di yizkòr erano un mezzo per aggiungere merito ai morti, aiutandoli a salire verso un livello superiore di ricompensa celeste o, almeno, ad essere risparmiati dalla punizione per i peccati. Questa fede nell'yizkòr era particolarmente forte tra gli ebrei della generazione dell'immigrazione, molti dei quali avevano un grande senso di colpa per aver abbandonato le norme religiose della “madrepatria” e temevano per il loro destino nell'“altro mondo”, nel quale tuttora continuavano a credere fortemente.
La funzione dell'yizkòr segue, per tradizione, la lettura della Toràh e della haftaràh, nei giorni sopra indicati. Alcune sinagoghe liberali hanno spostato la funzione del l'yizkòr al pomeriggio del giorno di Yom Kippùr, allo scopo di ottenere una più numerosa presenza di fedeli alle funzioni conclusive di quel giorno.
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