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Il Talmud

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Qualsiasi definizione del Talmud presenta così tante eccezioni e necessita di così tante rettifiche che servirebbe solo a rendere più oscuro l'argomento. Forse il miglior modo per farsi un'idea di quest'opera consiste nel considerare che non esiste nessun altro libro come il Talmud, in nessuna letteratura. Si può affermare che la maggior parte del Talmud è composta da discussioni sulla legge ebraica. E, dal momento che la legge ebraica abbraccia pressoché ogni aspetto della vita, queste discussioni sono altrettanto sfaccettate: filosofiche, teologiche, legali e filologiche. Il Talmud non pretende di essere un'enciclopedia, tuttavia si occupa di tutto, dall'astrologia alla zoologia, dalla medicina all'economia, così come tratta di demoni e di angeli. Il suo stile è conciso, fino a risultare criptico; si ripropone di fornire prove sicure, come in matematica, ma la sua struttura è costruita sulle libere associazioni, come nella poesia. 

Per la prima volta il Talmud viene pubblicato in versione originale con traduzione italiana a fronte commentata con note e schede tematiche. Un progetto che vede la collaborazione di più di 80 studiosi tra traduttori e redattori, e il contributo del CNR. L'edizione di ogni volume, in formato 21*29,7, in carta SE Classic, ha copertina rigida in tela e argento, sovraccoperta e nastrino. Un'opera straordinaria che apre al lettore italiano il cuore della tradizione ebraica.

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  • TALMUD_BABILONESE_-_Trattato_Chaghigà_(Sacrificio_festivo)

    TALMUD BABILONESE - Trattato Chaghigà (Sacrificio festivo) 

    Chaghigà significa letteralmente “festività”, “festeggiamento”. La Torà (Es. 23,16-17 e Deut. 16,16-17) prescrive che, in tre occasioni all’anno (Pèsach, Shavu‘òt e Sukkòt), tutto il popolo debba recarsi in pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme. La Torà regolamenta con precisione i sacrifici pubblici da compiersi in queste occasioni. Aggiunge anche che il pellegrino, singolarmente, non doveva presentarsi a mani vuote, ma doveva portare delle offerte; non dice ... Vai alla scheda

  • TALMUD_BABILONESE_-_Trattato_Qiddushìn_(Matrimonio)

    TALMUD BABILONESE - Trattato Qiddushìn (Matrimonio) 

    Il Talmud dedica quasi un intero Ordine, Nashìm (Donne), e ben cinque trattati al diritto matrimoniale: Yevamòt del levirato; Ketubbòt si occupa delle scritture matrimoniali e dei doveri coniugali; Sotà dell’infedeltà coniugale; Ghittìn dei divorzi e Qiddushìn delle modalità di stabilimento del vincolo coniugale. Il termine qiddushìn, che dà il nome a questo trattato, significa letteralmente “consacrazioni”. La radice quf-dàlet-shin indica la separazione, il ... Vai alla scheda

  • TALMUD_BABILONESE_-_Trattato_Ta‘anìt_(Digiuno)

    TALMUD BABILONESE - Trattato Ta‘anìt (Digiuno) 

    Il digiuno, come forma rituale ebraica, esprime la contrizione di fronte a una disgrazia che ha colpito o minaccia di colpire la collettività o un singolo. È uno strumento di teshuvà, di pentimento, di ritorno al Signore. Con ciò, l’uomo sancisce che quanto avviene non è casuale, bensì opera di Dio e conseguenza delle nostre azioni. Il digiuno è la pratica che i Maestri hanno stabilito per adempiere il comandamento biblico di invocare il Signore qualora vi sia una minaccia incombente o quando ... Vai alla scheda

  • TALMUD_BABILONESE_-_Trattato_Berakhòt_(Benedizioni)

    TALMUD BABILONESE - Trattato Berakhòt (Benedizioni) 

    Berakhòt (Benedizioni) è il primo trattato del Talmud e fa parte del Séder Zera‘ìm (Ordine delle Sementi) che ha come oggetto l’insieme dei precetti relativi all’agricoltura, come le norme sulle decime dei prodotti agricoli, l’anno sabbatico, le primizie, l’angolo del campo da destinare al povero e allo straniero. Leggendo il trattato Berakhòt si comprende prima di tutto come il significato di "benedizione" abbia nell’ebraismo numerosi significati, rituali, religiosi e filosofici, che conducono il ... Vai alla scheda

  • TALMUD_BABILONESE_-_Trattato_Rosh_haShanà_(Capodanno)

    TALMUD BABILONESE - Trattato Rosh haShanà (Capodanno) 

    Il trattato Rosh haShanà si apre con la descrizione e la discussione rabbinica sui diversi capodanni. Una parte significativa è dedicata al capodanno più importante, quello di fine estate-inizio autunno, che dà il titolo al testo.
    La tradizione fa risalire la creazione del primo uomo al 1° del mese di Tishrì, il primo dei due giorni di Rosh haShanà. In esso si celebra la sovranità di Dio su tutto il creato e l’unità del genere umano che discende dal primo uomo. Secondo i Maestri, l’uomo fu creato il primo di ... Vai alla scheda

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