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La Rassegna mensile di Israel vol. 84 n. 3

La Rassegna mensile di Israel vol. 84 n. 3
Sottotitolo:
"Yefet nelle tende di Shem" L'ebraico in traduzione
Autore:
Anno di edizione:
2019
Pagine:
160
Illustrato:
no
Legatura:
Brossura
ISBN:
978888057832-1
Disponibile:
si
Prezzo:
18 € 17,09 €

 Sconto 5% 

«La Rassegna Mensile di Israel», fondata da Alfonso Pacifici e Dante Lattes nel 1925, è la più importante sede di dibattito culturale dell’ebraismo italiano. Gli oltre ottanta volumi, i contributi scientifici pubblicati, le centinaia di libri recensiti, fanno della rivista una fra le più longeve e autorevoli voci dell’ebraismo europeo, interrotta solo dalle leggi antiebraiche del fascismo e dai successivi eventi bellici.
 
In questo numero della «Rassegna Mensile di Israel» vi presentiamo una parte delle relazioni tenute al convegno internazionale Yefet nelle tende di Shem. L’ebraico in traduzioneche si è svolto a Roma il 28 e 29 settembre 2016, presso il Centro Bibliografico “Tullia Zevi” dell’Ucei. «Chi non conosce le lingue straniere, non sa nulla della propria»: così suona la Massima 91 di Goethe. È anche di questo che parla, nella presentazione del volume, Roberto Della Rocca, che inizia il suo contributo citando Lévinas. Il filosofo lituanofrancese, infatti, interpreta «la legittimità di tradurre i testi sacri in greco […] addirittura come una “prova necessaria” a cui i testi sacri si devono sottoporre per rivelare l’universalità e modernità della loro antichissima singolarità». Stefano Perfetti descrive alcuni dei temi che stanno alla basa dell’idea del convegno, e anzitutto il «riconoscere che l’ebraismo esprime la sua vitalità proprio [nell’] intreccio con la storicità e la temporalità dei linguaggi». Per Stefano Levi Della Torre tradurre è impossibile, così come impossibile è, in sostanza, trasferire realmente l’esperienza di un individuo a un altro. Ma tanto più è indispensabile almeno tentare di superare l’abisso che ci separa. L’atmosfera ideale cambia nel testo di Alessandro Guetta, che, proponendo testi finora inediti nonché inedite conclusioni presenta un interessante panorama delle versioni bibliche in italiano a opera di traduttori ebrei. L’italianista dell’Università di Pisa Fabrizio Franceschini segue le vicende del bagitto, il dialetto ebraico-livornese, dalla Livorno di fine Settecento all’Israele dei giorni nostri. Gli ultimi due contributi, di Irene Kajon e di Massimiliano De Villa ci riportano in area germanica. Kajon descrive il profondo lavoro interpretativo e la differente “missione” che Mendelssohn e Buber si proponevano con la loro traduzione dei Salmi; il contributo di De Villa è dedicato alla «coraggiosa e sconfinata» impresa di traduzione della Bibbia intrapresa da Buber e Rosenzweig, forse il frutto più straordinario della cosiddetta simbiosi ebraico-tedesca.
La sezione di recensioni a cura di Myriam Silvera, che come di consueto conclude il volume, da questo numero in poi è allargata anche a mostre e manifestazioni di arte visiva.
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