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Nino Contini (1906-1944) quel ragazzo in gamba di nostro padre

Nino Contini (1906-1944) quel ragazzo in gamba di nostro padre
Sottotitolo:
Diari dal confino e da Napoli liberata
Autore:
Altri autori:
Anno di edizione:
2012
Pagine:
324
Illustrato:
no
N° illustrazioni:
fotografie b/n
Legatura:
Brossura
ISBN:
9788880574385
Disponibile:
si
Prezzo:
20 € 17 €

 Sconto 15% 

Attraversare gli anni dal 1939 al 1944 dopo l’invio al confino, spesso trasferito in tanti posti diversi (prima a Urbisaglia, poi alle Tremiti, e ancora a Pizzoferrato e Cantalupo nel Molise, per l’avvocato antifascista Nino Contini, ebreo e sionista di Ferrara, giovane sposo di Laura Lampronti e padre dei piccoli Bruno e Leo, è una vicenda umana, sociale e politica che si conclude solo nella Napoli appena liberata, quando Nino, già di salute incerta per la malattia che lo porterà alla morte prematura, è finalmente libero di esprimere le sue idee e le sue proposte nel nascente Partito d’Azione per un Italia solo in parte libera, anche se ancora tutta da ricostruire civilmente e politicamente. Nino ferma nei suoi Diari, dapprima in modo molto stringato, poi più diffusamente, sia gli eventi più minuti della sua difficile vita quotidiana, con la responsabilità di una amatissima giovane moglie e di due piccoli figli da far crescere in vista di un futuro migliore, sia gli eventi più drammatici della guerra mondiale e della persecuzione antiebraica in Italia, prima solo fascista e poi nazista. Dobbiamo essere grati ai figli, ormai adulti, che vincendo dopo tanti anni la propria ritrosia nei confronti di un testo che toccava anche le vicende private dei loro genitori, hanno deciso di pubblicarli integralmente. A distanza di tanti anni dalle morti premature sia di Nino (a soli 38 anni a Napoli, appena liberata) e sia di Laura (a 45 anni, a Milano), ritengo che si debba ringraziare le storiche Alessandra Minerbi e Gloria Chianese che hanno validamente sostenuto la scelta dei Contini, introducendo questo bel testo. E ritengo che questa pubblicazione nella sua semplicità e nel suo piano e sincero dispiegarsi tra eventi quotidiani, eco di terribili vicende che hanno toccato tante persone inermi, possa costituire anche un documento esemplare, di facile lettura, sia per chi, come me fa parte di una generazione che ricorda ancora la persecuzione e la guerra, sia per chi, essendo nato molti anni dopo, ne possa avere così una documentazione autentica di prima mano, prodotta da un ebreo italiano, toccato profondamente dalle leggi razziste del 1938 ma sempre sostenuto da una profonda convinzione democratica e antifascista, e impegnato in prima persona fino all’ultimo nella rinascita del suo Paese.

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