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Luciana Nissim Momigliano: una vita

Luciana Nissim Momigliano: una vita
Anno di edizione:
2010
Pagine:
295
Illustrato:
si
N° illustrazioni:
20 fotografie B/N
Legatura:
brossura
ISBN:
9788880573678
Disponibile:
no
Prezzo:
15 € 12,75 €

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La vita di Luciana Nissim Momigliano attraversa tutto il Novecento, e del secolo breve la Nissim conosce una della pagine più oscure: quella della persecuzione e della deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz- Birkenau, vissuta insieme ad alcuni amici carissimi: Vanda Maestro, che non fece ritorno, e Primo Levi, a cui Luciana sarà legata da un sentimento di amicizia per tutta la vita. Sono estremamente fecondi gli anni della formazione, a Torino, mentre frequenta la facoltà di medicina. Con l’avvento delle leggi razziali Luciana Nissim si incontra con i “ragazzi della biblioteca ebraica”; è una frequentazione intensa da un punto di vista affettivo ed intellettuale: insieme a Vanda Maestro, Ennio ed Emanuele Artom, Giorgio Segre, Lino Jona, Franco Momigliano, Primo ed Annamaria Levi, Luciana si interessa di ebraismo, di filosofia, di letteratura. Sono tutti giovani, intellettuali e appassionati di montagna. Lentamente Luciana si forma una coscienza civile che la condurrà, dopo l’8 settembre 1943, insieme a Primo e a Vanda a formare una piccola banda legata a Giustizia e Libertà, in Valle d’Aosta, nei pressi di Brusson. L’esperienza partigiana dura pochissimo, poi la cattura e la deportazione. Al suo ritorno nel luglio 1945 Luciana si getta nel lavoro e nella scrittura: testimonia anche per Vanda che non è tornata. Poi la vita riprende il sopravvento: Luciana si sposa con Franco Momigliano, a cui era legata fin dal 1942, e dirige fino al 1956 l’Asilo Olivetti ad Ivrea. Poi Luciana e Franco Momigliano si trasferiscono a Milano e Luciana intraprende la carriera di psicoanalista, diventando una delle psicoanaliste più affermate, autrice di importanti saggi. Nel 1960 nasce il figlio Alberto. Auschwitz sembra lontano. E Luciana non ne parla mai. Ma dopo la morte di Primo Levi, nel 1987, riprende a testimoniare e continuerà a farlo fino alla morte, avvenuta nel 1998. Un’esistenza, dunque, che si apre e si chiude con il Lager, ma anche l’esistenza di una donna appassionata, non convenzionale, libera pensatrice e amante della vita.

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