Le recensioni del Let’s Book Club

Cosa scrivono i lettori sui profili social di Let’s Book in merito a “La moglie del rabbino”

“Cominciate dalla postfazione di Anna Linda Callow per comprendere l’opera di Chaim Grade, espressione di un ebraismo lituano, poco mistico e molto razionale. Come Perele, fredda calcolatrice pronta a tutto per raggiungere i suoi scopi. Ringrazio la casa editrice La Giuntina per averci fatto scoprire questo autore.”
@raf_rob su twitter (8 giugno 2019)

Cosa scrive l’editore

Figlia di un famoso rabbino, Perele deve trovare uno sposo degno del suo rango. Ma il brillante fidanzato Moshe Mordechai, un genio del Talmud, la respinge poco prima delle nozze. Perele sposa allora un giovane di buon carattere ma di modeste ambizioni che si accontenta del suo ruolo di rabbino in una piccola città. Anche dai figli ha poche soddisfazioni: i due maschi sono semplici negozianti, la figlia e il genero zoticone le riservano solo amarezze.

Una volta adempiuti i doveri materni che la società le impone e raggiunta la mezza età, Perele partirà al contrattacco per prendersi tutto quello che la vita le ha finora negato e vendicarsi dell’offesa subita dal fidanzato di un tempo. Con freddezza, senza pietà per nessuno, Perele manipolerà tutti quelli che le stanno intorno per ottenere la sua clamorosa rivincita.

Grade ci offre con grande maestria il ritratto di una donna di potere e un affresco degli intrighi famigliari e comunitari nel mondo ebraico est-europeo. Con Perele, personaggio estremo ma allo stesso tempo plausibile, odioso ma che non si può evitare di ammirare, Grade raggiunge uno dei punti più alti della letteratura yiddish.

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