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Il Libro dei morti della Comunità Ebraica di Lugo di Romagna per gli anni 1658-1825

Il Libro dei morti della Comunità Ebraica di Lugo di Romagna per gli anni 1658-1825
Autore:
Anno di edizione:
2020
Pagine:
432
Illustrato:
no
Legatura:
Brossura
ISBN:
978888057842-0
Disponibile:
si
Prezzo:
50 € 47,50 €

 Sconto 5% 

Il presente volume fornisce il testo ebraico annotato e una versione italiana di ampie parti del Pinqas ha-niftarim o Registro dei morti della comunità ebraica di Lugo di Romagna, oggi conservato presso la Biblioteca del Jewish Theological Seminary di New York. Il prezioso manoscritto, oltre a comprendere gli atti di morte degli ebrei della comunità lughese per quasi due secoli, dal 1658 al 1825, nelle prime pagine contiene anche gli statuti e le deliberazioni emanate dalla Hevrat Gemilut Hasadim o Confraternita della Misericordia, chiamata anche Hevrah Qaddiša o Santa compagnia, l’associazione caritativa incaricata di occuparsi della sepoltura dei membri della compagine israelitica. Questo documento, sopravvissuto, grazie alla sua acquisizione dall’università americana prima della devastazione nazi-fascista che probabilmente l’avrebbe bruciato, è senza dubbio di estrema importanza e unico nel suo genere, all’interno del patrimonio archivistico ebraico. Questo registro, infatti, compilato in ebraico, è di eccezionale interesse dal punto di vista storico, sociale, culturale, demografico e genealogico, senza dimenticare la ricercatezza letteraria dei contenuti, impreziositi da poemi in rima e ritmo, dal raffinato gusto barocco. Il manoscritto sembra non avere esemplari comparabili per la ricchezza di narrazioni, di dettagli biografici e a volte bibliografici relativi all’attività di defunti illustri, rabbini, intellettuali o banchieri – e spesso anche alle loro mogli, – ai quali lo scriba dedica delle vere e proprie schede biografiche che occupano quasi un’intera pagina. Ancora colpisce la descrizione puntuale dei riti e delle preghiere, delle veglie notturne, celebrate presso l’abitazione del trapassato, la descrizione dei suoi interessi culturali, delle opere da lui scritte, del suo carattere e dei suoi meriti e la processione che l’ha accompagnato al cimitero o Bet ‘olamim, casa dell’eternità, con davanti un gruppo di ragazzi con un cero acceso in mano. Dalla lettura dei dati sulla vita dei singoli membri, donne comprese, è possibile evidenziare con certezza professioni e caratteristiche sociali, che aiutano a chiarire le dinamiche dell’integrazione di un nucleo ebraico dell’Italia settentrionale, ben radicato nel territorio dove vive e interagisce con la maggioranza cristiana di cui numericamente raggiunge il dieci per cento. La comunità ebraica di Lugo si formò, infatti, come effetto della Devoluzione del Ducato di Ferrara al Papa, avvenuta nel 1598, quando il nuovo sovrano obbligò gli ebrei a concentrarsi solo in tre città: Ferrara, Cento e Lugo. Attraverso l’analisi paleografica delle diverse mani che in due secoli hanno compilato il manoscritto e grazie alla versione italiana delle parti più significative in esso contenute, si ricostruisce la vita quotidiana di una piccola ma importante comunità ebraica della pianura padana che nell’era del ghetto, fra Sei e Settecento, fu una delle più importanti Yešivot. I suoi rabbini, maestri e intellettuali ci hanno lasciato, anche se sparsi per il mondo, da Israele, all’Europa e agli Stati Uniti, una quantità incredibile di testi ebraici manoscritti, di registri con i verbali delle sedute del Consiglio e delle confraternite di carità, da intere opere di commento al Talmud a trattati vari, da quesiti e responsi a testi e preghiere in ebraico. Arricchiscono il libro dati statistici sulla mortalità, gli indici dei nomi dei defunti in ebraico e in italiano, la ricostruzione di alberi genealogici delle più importanti famiglie della comunità e un apparato fotografico di alcune pagine del manoscritto.

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