Un quartiere povero e sovraffollato della periferia di Haifa, una periferia che potrebbe essere quella di una qualsiasi delle grandi città israeliane; una stradina e una piccola casa, ai primi piani abitano gli arabi, un’anziana zitella con il suo gatto e sopra due ragazze orfane del padre che tirano avanti con la mamma e il vecchio nonno.

Nella stanza sul tetto, invece, abita un olim, un giovane ebreo russo di recente immigrazione, povero quanto gli altri e sicuramente ancora più solo.
Ci sono libri che raccontano il mondo così com’è, altri invece che lo raccontano così come potrebbe essere.
“Una tromba nello Uadi” è un libro che ha un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Questo il mio primo pensiero dopo averlo letto.

Un libro che in molte pagine racconta il mondo proprio così com’è e ci riempie di desolazione e di struggente rimpianto e in altre pagine, invece, ce lo racconta così come potrebbe essere e ci regala sogni commossi e sprazzi di speranza per l’amore e l’amicizia, queste benedizioni, che come erbe perenni sono capaci di crescere e di ricrescere ovunque, addirittura nei posti più impensati.
L’amore e l’amicizia che consolano e danno senso alle nostre vite, e che, per davvero, a volte potrebbero rivelarsi più forti dell’ insana follia sempre presente a dividere gli esseri umani e a straziarli.

Sami Michael, l’autore, ha, alle spalle, la vita avventurosa di molti vecchi ebrei sopravvissuti a tutte le persecuzioni, a tutte le fughe, a tutte le guerre.
Ebreo nato a Bagdad nel 1926, membro attivo di un gruppo clandestino in lotta per i diritti civili, a soli 22 anni è costretto a fuggire, per riparare in Israele dopo lunghe peregrinazioni.

Nella patria degli ebrei il lavoro nell’ agricoltura e nei problemi idrici dei territori del Nord. non gli impedisce di studiare letteratura araba e psicologia all’Università di Haifa e di ottenere una laurea honoris causa presso l’Università di Gerusalemme. Sami Michael è uno scrittore che conosce profondamente il Medio Oriente e i suoi abitanti e i diversi codici di espressione e le diverse mentalità e tradizioni e la medesima sventura e la medesima sofferenza.

Uno scrittore molto abile nel raccontare con ironia e finezza di tratto la vita e la tragedia degli uomini, delle donne e soprattutto dei giovani che si difendono a lungo con deboli forze e che poi non sono più capaci di farlo e si lasciano distruggere da una violenza tanto più grande di loro.

“Una tromba nello Uadi” è il suo primo libro proposto al pubblico italiano (speriamo vivamente che non sia anche l’ultimo), ed è un romanzo che si è felici di aver letto e che si ha voglia di rileggere. Poi, quando si torna in libreria se ne comprano altre copie, perché, appena se ne presenta l’occasione, si desidera regalarlo ai parenti e agli amici più vicini.