Il Medio Oriente, segnato da una secolare e sanguinosa guerra, attende la difficile costruzione di una contrastata e complessa convivenza tra religioni e culture. Qui, tra un cortile affollato della Baghdad ebraica del primo Novecento e una casa di riposo per anziani in Israele all'inizio del XXI secolo, si dipana la storia del romanzo, quasi a ripercorrere le vicende avventurose della vita dell'autore che, nato nella capitale irachena, ha lavorato per venticinque anni al ministero dell'agricoltura israeliano, laureandosi anche in letteratura araba a Haifa. Ambientazione, usanze, superstizioni, gerarchie parentali sono le stesse presentate dal Michael nella sua prima opera Una tromba nello uadi. Qui appare però una realtà più cruda, descritta con spietato realismo non esente da qualche eccessiva sottolineatura. Potenti e irrefrenabili i sentimenti, all'interno di un mondo in cui la donna, reietta e ricercata, non ha ancora alcun peso sociale, ma muove intrighi, ispira tradimenti, suscita passioni, odi, gelosie, istinti primordiali. Con grande abilità narrativa, lo scrittore trapassa continuamente dal passato al presente, grazie alle considerazioni e ai ricordi  della protagonista Victoria, figlia del "capo" del cortile, generosa e forte, asservita come tutte le donne orientali ai bisogni della famiglia e al potere e alla prepotenza dei maschi. E' la storia di una relazione affettiva e carnale, nata in età infantile, con colui che le sarà dato in matrimonio, un amore lungo quasi un secolo, spesso umiliato e calpestato, ma capace di superare tenacemente povertà, abbandoni, tragedie, infedeltà.