Il bar mitzvàh, uno di quei pochi termini per i quali quasi nessun lettore avrà bisogno di una traduzione, ha subìto un grande mutamento di significato negli ultimi tempi. Per l'esattezza l'espressione non si riferisce né alla cerimonia né all'evento, ma al ragazzo. Dall'età di tredici anni egli è bar, che nel suo significato legale vuol dire “colui che è soggetto alla” mitzvàh (usata qui in senso collettivo con riferimento ai precetti). In altre parole egli diventa legalmente un adulto ed è responsabile della sua condotta morale e religiosa. È diventata una consuetidine, in tempi recenti, celebrare questo evento invitando il nuovo bar mitzvàh a leggere la Toràh. Il padre del ragazzo rileva questo cambiamento di status ringraziando Dio “per avermi liberato dall'essero punito per questo”. Bat mitzvàh ha lo stesso significato nei riguardi di una ragazza: ella è ora soggetta all'esecuzione dei precetti (dall'età di dodici anni).
Nell'Europa orientale il nuovo bar mitzvàh era invitato a tenere un discorso, di solito un passo di dialettica talmudica, allo scopo di mostrare il suo talento accademico. Spesso questo era, in realtà, un brano prestabilito, memorizzato e scarsamente compreso dal ragazzo. La sua famiglia provvedeva poi a un modesto qiddùsh, o celebrazione in suo onore, nella sinagoga.
La celebrazione fastosa del bar mitzvàh, oggetto spesso di caricatura, è una novità soprattutto dell'America del Nord. Ebbe inizio negli anni '20, e nacque da una collaborazione fra i nouveaux riches ebrei, desiderosi di ostentare la noncuranza verso il denaro, sostenuti da organizzatori di banchetti ufficiali ed altri individui con interessi commerciali, sempre disposti ad aiutarli in questo sforzo. Le sinagoghe erano in competizione fra di loro, e i rabbini e gli insegnanti erano disposti a tollerare la volgarità e il cattivo gusto se questi consentivano un'istruzione ebraica per generazioni di bambini. L'imporsi delle direttive delle sinagoghe, secondo cui il bar mitzvàh richiedeva un certo numero di anni d'istruzione ebraica, collaborò molto nel mantenere le scuole ebraiche in funzione.
Si creò quindi una strana allenza tra quelli che potrebbero definirsi i migliori e i peggiori aspetti della vita ebraica. Il desiderio autentico delle famiglie di vedere mantenuta la tradizione, e i grandi sforzi degli insegnanti per insegnare la lingua, la religione, la storia e il senso dell'identità ebraica ad adoloscenti inquieti e sovraccaricati, erano rafforzati dalla promessa di una grande festa e dalla possibilità di esibire ricchezza e status sociale. Oggi, una nuova generazione di genitori ebrei, spesso più seriamente impegnata nel loro stile di vita, è al lavoro per vagliare questi elementi e scegliere quelli che, nell'allestire una cerimonia ed una celebrazione, rispecchino i loro valori. Spesso questo atteggiamento ha portato ad includere il coinvolgimento del ragazzo in qualche progetto attivo di tzedakàh, come esempio di una maggiorità ebraica responsabile
Il bat mitzvàh, la cerimonia corrispondente per le ragazze, fu creata nel 1920 da Mordecai Kaplan, il rabbino innovatore, insegnante e teologo che, in seguito, fondò il Movimento Ricostruzionista, e padre di quattro figlie. Un'istruzione ebraica formale per le ragazze era un'idea relativamente nuova all'inizio del ventesimo secolo, e il bat mitzvàh rimase una cerimonia assai rara per decenni dopo che Kaplan ne aveva decretato l'inizio. Nel movimento riformato, dove la cerimonia del bar mitzvàh è stata eliminata a favore della Confermazione all'età di quindici-sedici anni, le ragazze spesso hanno un ruolo identico o perfino dominante. Il diffondersi del bat mitzvàh, in particolare dal 1950 in poi, indica un crescente impegno verso una parità dei sessi nell'istruzione ebraica. In tempi precedenti, sia i rabbini conservatori che i rabbini ortodossi cercarono di fare del bat mitzvàh qualcosa di diverso dall'esatto equivalente della cerimonia maschile, cosa che scontentò molti rabbini. Questi tentativi in generale fallirono, in parte a causa della pressione esercitata dal crescente movimento femminista affinché il bat mitzvàh non fosse “meno importante” della cerimonia maschile. Oggi, in molte sinagoghe non-ortodosse (i riformati hanno iniziato a ristabilire il bar mitzvàh ed ad aggiungere il bat mitzvàh nei decenni successivi al dopoguerra), le cerimonie di bar e bat mitzvàh sono di solito identiche. Il bat mitzvàh, nei circoli ortodossi moderni, spesso comprende un'aliyàh per il padre della ragazza, un discorso o una lezione tenuta dalla ragazza al di fuori del servizio liturgico sinagogale e infine un festeggiamento.