Bittachòn

Bittachòn vuol dire “fiducia”. In un contesto religioso significa aver fiducia in Dio e porre il nostro destino nelle Sue mani. Il Salmista fa spesso riferimento al bittachòn come ad un elemento centrale della fede: “Felice è colui che ha fiducia in Te” (84:13); “Nel giorno del timore, porrò la mia fiducia in Te” (56:4); “Abbi fiducia nel Signore e fai del bene” (37:3). Partendo dai Salmi la parola è entrata nella coscienza religiosa ebraica ed è usata in modo quasi interscambiabile con la parola “fede” sia in ebraico che in yiddish.
Il concetto popolare di bittachòn immagina un Dio che esaudirà i desideri di coloro che hanno sufficiente fede in Lui. “Confida in Dio” e otterrai quel contratto, vincerai quell'elezione, quel premio della lotteria (purché tu ti ricordi di comprare un biglietto!). Ma i più raffinati e pii maestri di tutte le epoche hanno compreso che il vero bittachòn richiede tempi lunghi e non si riferisce ai singoli particolari. Bittachòn significa porre la tua vita nelle mani di Dio con la consapevolezza che soltanto Lui sa cosa è meglio per te, per la tua famiglia, o per questo mondo nel suo complesso. Noi mortali, incapaci di vedere il mondo con gli occhi di Dio, accettiamo il nostro destino come parte di un progetto divino trascendente.
Gli ebrei del nostro tempo non hanno un facile rapporto con il bittachòn. La Shoàh ha messo a durissima prova questa fiducia. Molti hanno dichiarato che la loro fiducia era stata tradita o, forse, decisamente incauta. Nessuna parola, nella storia della lingua ebraica, mostra in modo così chiaro come fa il termine bittachòn il suo recente mutamento di significato in ebraico. Nell'uso corrente in Israele, bittachòn è la “difesa”, come nell'espressione misràd ha-bittachòn, ovvero il “Ministero della Difesa”. In questo caso, naturalmente, la fiducia è posta nelle forze terrene piuttosto che in quelle celesti.
La coscienza religiosa post-moderna, desiderosa di ristabilire il senso sacro del termine bittachòn senza negare la realtà, può ricorrere ad un'interpretazione chassidica di Geremia 17:7: “Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua certezza”. Perché il concetto è ripetuto due volte? Perché quando abbiamo fiducia in Dio, tutto ciò che cerchiamo è Dio stesso. Noi confidiamo che Dio non ci porti altro che Dio! Questa fiducia, che non cerca alcuna ricompensa o rivendicazione se non la presenza di Dio, è tale da superare ogni sfida.
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