Enrica Orvieto Richetti
Il matrimonio, che rappresenta generalmente il superamento della dimensione individuale ed egoistica verso un superiore "bene comune", per l'ebraismo ha origine da Dio stesso, che plasma dalla carne vivente del primo uomo la sua compagna e gliela dona, "ornata perché gli piacesse". Partendo dalla Genesi, e ripercorrendo la storia della cerimonia nuziale in maniera semplice e lineare, questo libro mostra come essa conservi inalterati da millenni atti e parole che incarnano la continuità del pensiero ebraico tradizionale, dal dono dell'anello, con cui l'uomo dichiara di "consacrare a sé" la sposa, ai vari riti di partecipazione delle ...
Daniela Misan
Una raccolta di lettere scritte da una zia al nipote. Una raccolta di insegnamenti, tradizioni, usanze familiari legate alle feste ebraiche. Un ragazzo, ormai uomo, che vuole riscoprire le sue origini, la sua identità ebraica, abbandonata dopo i primi anni di vita. Una donna che riscopre antiche emozioni rivivendo, attraverso questa corrispondenza, momenti felici legati all'infanzia, alla famiglia, alla scuola. Una famiglia finalmente riunita in nome di quelle tradizioni da secoli tramandate di padre in figlio ed eternamente valide. Scritto con la semplicità, l'immediatezza e la chiarezza tipiche del linguaggio ...
Isidor Grunfeld
Questo libro riassume con estrema semplicità il significato dello Shabbàth, che è il fondamento della fede ebraica, e descrive dettagliatamente le leggi che lo regolano. Tutti i più alti ideali per i quali gli ebrei hanno lottato per migliaia di anni ruotano intorno allo Shabbàth, simbolo di tutto ciò che è moralmente buono e nobile. Con lo Shabbàth gli ebrei testimoniano che Dio è il Creatore supremo del cielo e della terra e di tutto ciò che è in essi, compreso ovviamente l'uomo. L'uomo, però, impegnato costantemente nella lotta per ottenere il dominio assoluto su quanto Dio ha creato e per porre la natura sotto il proprio controllo, ...
Mosè Maimonide
L'ebraismo, rifiutando con decisione l'idea di fato, riconosce all'uomo la possibilità di plasmare il proprio futuro, abbandonando il peccato e facendo ritorno a Dio. Teshuvà, che in ebraico significa appunto «ritorno», nel linguaggio rabbinico indica pentimento, rifiuto del peccato, confessione della colpa e richiesta di perdono alla parte lesa, e rappresenta l'unico mezzo per alterare il rapporto obbligato tra peccato e punizione. In questo breve trattato, articolato in dieci capitoli, Maimonide espone le norme che aiutano l'uomo a raggiungere il pentimento, delineando autentici «percorsi di ritorno». Attraverso una prosa chiara ed ...
Mosè Maimonide
In quest'opera Maimonide enuncia la dottrina etica dell'ebraismo. Sentendo l'intimo legame fra l'uomo e Dio e respingendo il concetto di una morale autonoma e utilitaristica, egli rivolge la sua attenzione ai moventi spirituali che determinano l'azione morale, arrivando ad affermare che la vera moralità si attua nel fare il bene per il bene, senza attendersi da ciò altra conseguenza che non sia quella derivante dalla stessa esecuzione dell'azione morale. Attraverso vere e proprie dissertazioni sui diversi temi di etica che danno il titolo agli otto capitoli, Maimonide sottolinea la necessità che l'uomo conosca il proprio "io" più intimo ...