Traduzione:
Vanna Lucattini Vogelmann
Le Memorie di Glückel Hameln(1646-1724) rappresentano un documento unico nel suo genere a causa della personalità dell'autrice: una donna d'affari, un'ebrea appartenente alla comunità ashkenazita, racconta la sua infanzia nei pressi di Amburgo, il suo matrimonio a Hameln, gli affari che tratta, dapprima insieme al marito, e poi, dopo la sua morte, da sola, allo scopo di allevare e sistemare i suoi numerosi figli. Ricche di aneddoti e di digressioni in forma di apologo, queste memorie, scritte in giudeo-tedesco e tradotte per la prima volta in italiano, colpiscono per la loro sincerità e per la loro gustosa freschezza e forniscono un quadro straordinariamente vivace della vita economica e sociale del XVII secolo.