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Ebrei a Ferrara ebrei di Ferrara

Ebrei a Ferrara ebrei di Ferrara
Sottotitolo:
Aspetti culturali, economici e sociali della presenza ebraica a Ferrara
Autore:
Anno di edizione:
2014
Illustrato:
no
ISBN:
9788880575511
Disponibile:
si
Prezzo:
30,00 €

Organizzato dalla Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah in collaborazione con l’Archivio di Stato di Ferrara, il convegno internazionale di studi EBREI A FERRARA EBREI DI FERRARA. Aspetti culturali, economici e sociali della presenza ebraica a Ferrara (secc. XIII-XX), che si è svolto il 3 e 4 ottobre 2013, ha permesso di fare il punto sullo stato della ricerca e, al contempo, di individuare ulteriori panorami di studio in ambito ebraico ferrarese: dalle relazioni traspare una realtà dalle peculiarità che, talora, si configurano come unicità e, talaltra, sono comuni ad altri contesti. Dotata di grande forza e coniugata in molteplici sfaccettature, è una realtà intorno alla quale rimangono aperti ancora molti interrogativi e l’occasione di poterne discutere a Ferrara, di poter reagire alle parole dei relatori e interagire con essi, ha costituito un’occasione di ben maggiore spessore della semplice raccolta di trattazioni in un volume miscellaneo. Del resto, parte integrante del volume degli ATTI è la trascrizione dei dibattiti che si sono alternati alle relazioni durante il convegno: alcuni interventi hanno mostrato spiccata natura interlocutoria mentre altri hanno avuto specifico intento di presentare teorie o fatti, a integrazione oppure a confutazione delle relazioni. I contributi presentati dagli studiosi (M. Luzzati, E. Traniello, F. Mattei, S. Arieti, L. Graziani Secchieri, K. Ambrogio, L. Scardino, L. Baraldi, L. M. Caro, A. Faoro, A. Y. Lattes, L. Brazzo, A. Guarnieri) analizzano vicende familiari e network economici locali e trans-regionali, l’apporto della cultura ebraica nel patrimonio di conoscenze rinascimentale, il censimento del ghetto di Ferrara del 1692 e le influenze etiche dell’attività medica di Amato Lusitano e Jacob Zahalon, le tensioni culturale e religiosa fra Sei e Settecento, l’origine della Casa dei catecumeni di Ferrara e la vertenza sulle tasse dovute nel periodo napoleonico, gli epitaffi dei cimiteri a Ferrara, il contributo di Ciro Contini nel panorama dell’urbanistica dei primi del Novecento e il profilo (fra riconoscimenti e rifiuti) dello scultore Arrigo Minerbi, l’importanza di Ferrara come crocevia dell’ebraismo italiano nell’età liberale e la figura esemplare di Matilde Bassani. Tematiche forti sottese all’interno delle relazioni sono il rapporto stanzialità/ nomadismo tipico degli ebrei italiani (ma non solo italiani) e la bipolarità che caratterizza la storia della minoranza ebraica. Quella delle minoranze è infatti una storia che procede secondo due percorsi che spesso si incrociano e coincidono: uno è costituito dalle vicende degli individui che compongono la comunità, dalle loro relazioni interpersonali e dalle diverse norme, disposizioni e tradizioni che la comunità attribuisce a se stessa; l’altro è determinato dai rapporti giuridici, consuetudinari e di convivenza spicciola con la maggioranza. Si tratta di una maggioranza che a Ferrara ha controllato, inquisito, accettato, invitato,
tassato e sovratassato, segregato, liberato, di nuovo segregato, di nuovo liberato, emarginato, espropriato, deportato e, infine, dimenticato la vivace e attiva comunità ebraica. Nel recente percorso di ricostruzione della storia e della cultura degli ebrei a Ferrara e di Ferrara, il MEIS si pone come volano degli studi sulla storia e del patrimonio culturale ebraico italiano in ogni suo aspetto.

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