Sottotitolo:
Israele nel cuore
L'argomento di questo libro, essenzialmente autobiografico, riguarda esperienze di vita a contatto del mondo ebraico e soprattutto di Israele, nei confronti del quale l'autore ha stabilito un rapporto profondo, mai però sfociato in visione acritica, nella consapevolezza delle sue origini legate a quel mondo. Trentacinque anni iniziati con un viaggio per mare che ha fatto scattare una molla sopita sino al momento in cui il faro lontano di Haifa appare all'orizzonte e idealmente conclusi con una breve sosta sul lungomare di Tel Aviv dove, come in un veloce flashback, la memoria ripercorre luoghi, incontri e momenti collegati a uno dei più drammatici e intensi periodi della storia dello Stato ebraico. Nelle ultime pagine del suo percorso a ritroso nel tempo l'autore crede di scoprire negli ormai lontani ricordi della prima giovinezza la spiegazione di questi trentacinque anni spesi, anche attraverso svolte difficili della propria esistenza, a favore della causa di Israele. Scorrendo le pagine di Quarantott'ore a Tel Aviv più di un lettore ritroverà nei personaggi e nei frammenti di vita vissuta qualcosa di se stesso o di persone già conosciute, proprio, dice Balderi, come in un album di famiglia.