Victoria è una giovane donna. Vive a Baghdad all'inizio del '900 nel cortile della sua famiglia. Come le altre donne del cortile è costretta a obbedire alle volontà e alle voglie degli uomini della famiglia, secondo quelle che erano le norme sociali dell'epoca e del luogo. Tra questi uomini, Rafael, giovane stravagante e desideroso di uscire dai confini del proprio tempo, si eleva rispetto agli altri e si guadagna l'amore delle ragazze del cortile, che aspettano trepidanti la sua scelta e vedono in lui la possibilità di emanciparsi e soprattutto di vivere un amore libero, non sotto la forma di un giogo, ma come una passione reciproca, un piacere e non una sottomissione. Anche Victoria si innamora di Rafael e il filo conduttore del romanzo è il suo amore testardo e ingovernabile che va oltre il desiderio fisico o spirituale e diventa simbolo di una realizzazione personale.
Ma intorno alla storia di amore, filo conduttore del romanzo, c'è la bellissima cornice del cortile, della città e dei personaggi. Un'atmosfera densa di suggestioni, dove la realtà si mescola spesso alla superstizione, odori e sapori mediorientali condiscono la lettura di un piacere esotico e sorprendente.
Donne velate sussurrano in angoli oscuri di segreti indecenti, mariti infedeli vanno a cercare avventure nei luoghi più promiscui della città, tradimenti e passioni si consumano tra maledizioni e sortilegi. Ecco, è un romanzo non europeo, dallo stile afoso e lento, ma coinvolgente e speciale. Una lettura diversa.