Ho appena finito di leggere Victoria di Sami Michael, il secondo romanzo dello scrittore tradotto nella nostra lingua, e ne sono rimasta incantata.  Il libro ci racconta di un mondo, probabilmente, in alcune aree del Medio Oriente, non ancora del tutto scomparso e ce lo racconta con la scrittura sontuosa, densa, immaginifica, che fanno di Michael uno degli autori israeliani più interessanti del panorama letterario contemporaneo.

 
Sami Michael è nato a Bagdad nel 1926 e lì ha vissuto fino all'età di ventidue anni, quando, accusato di attività sovversive, fu costretto a fuggire in Iran per poi raggiungere Israele dopo aver attraversato il deserto. 

Ai suoi tempi e ai tempi dei suoi genitori e nonni, fino a dove giungeva la memoria, a Bagdad, le famiglie erano davvero patriarcali ed era impossibile liberarsene. Agli inizi del secolo scorso, nei cortili brulicanti di miseria, si viveva tutti insieme come una tribù, nonni, genitori, figli, nipoti e pronipoti, fratelli, sorelle, cugini, nuore e cognati, come nel più osceno e rivoltante degli incubi.


Si viveva tutti insieme soffrendo per i gendarmi turchi, il caldo assassino, la fame, l'ignoranza, le inondazioni e le pestilenze, in un ambiente nel quale una donna poteva partorire diciotto figli per vederne morire dieci nella prima infanzia e nel quale la nascita di una femmina era considerata "un'altra disgrazia, polvere e cenere, lutto e lamentazione". Si viveva tutti insieme soffrendo, forse, soprattutto perché " Nella città dei Tetti c'era un lato oscuro di cui tutti tacevano, e a molti faceva comodo ignorarne l'esistenza. Alcuni lo attribuivano ai demoni, ma forse la sua origine si perdeva nel loro remoto passato...che li spingeva a maltrattare chi era diverso come lo storpio, a frustare a sangue l'animale...a maltrattare gli anziani indifesi...a tormentare i malati di mente...".


Si trattava di un mondo nel quale  tra uomini e donne l'inimicizia e il rancore erano radicati in secoli di tirannia e brutalità da un lato, di paura, ipocrisia e servilismo dall'altro, nel quale "Amore era una parola riprovevole persino tra moglie e marito" e dove però, nella repressione generale, gli uomini facilmente  violavano mogli, figlie e nipotine ancora impuberi e le donne incattivite a volte impazzivano per le umiliazioni, picchiate senza misericordia per tutta la vita e profondamente convinte di valere meno di un cane.


Una società nella quale nessuno credeva nell'innocenza e nessuno apprezzava la spontaneità, nessuno aveva la minima pietà degli innamorati e i cuori dei più giovani venivano spezzati e i sentimenti calpestati senza un alito di rimorso. Sulle terrazze, durante la notte, le fanciulle si innamoravano e speravano di poter sposare l'uomo amato nonostante la convinzione diffusa che l'amore fosse destinato inevitabilmente a spegnersi la prima notte di nozze durante l'orrore del primo rapporto sessuale, sarebbe più giusto dire del primo stupro, la convinzione diffusa che la morte della passione e dei sogni  teneri e palpitanti fosse per le vergini il prezzo da pagare per avere un marito ed evitare una vita di solitudine e di dispregio sociale, poiché "in quei giorni un marito era soprattutto un pezzo di pane, un tetto, vestiti e il rispetto degli altri. Solo in seguito un marito è diventato anche qualcosa d'altro".
Un incubo pervasivo perché non molto diversa doveva essere all'epoca la vita nei nostri villaggi meridionali.

Arrivati all'ultima pagina ci si sente guariti da ogni ingenua nostalgia per un passato abbellito ed edulcorato dalla fantasia che ignora o dimentica la Storia, semplicemente molto fortunati di vivere nella società moderna, incivilita e ingentilita, dove nonostante lo sbandierato impegno a difesa della famiglia tradizionale da parte dei lugubri politici, metà della popolazione è costituita da single, si divorzia allegramente, e tra uomini e donne si può anche tentare di vivere insieme in amicizia e rispetto reciproci.    


Dopo la straordinaria qualità de La tromba nello uadi questo secondo libro di Sami Michael soddisfa le più rosee delle aspettative, è edito dalla Giuntina e costa 17 euro.