Immaginerò di creare un abito da un pezzo di stoffa, provando a far emergere dalla materia i particolari di una tasca, di un colletto o di una manica che per primi faranno la differenza del pezzo, poi lo formeranno interamente. I colletti o le maniche li chiamerò parole chiavi.


Sabbia.
Nel finale Alex entra in guerra e riempie i sacchi di sabbia per proteggere se stesso ed il suo esercito dagli attacchi di artiglieria. La sabbia ha due significati completamenti diversi a seconda del tempo: da una parte rappresenta la spensieratezza dei giochi con cui si costruiscono castelli lasciando traccia morbida tra le dita dei bambini, dall’altra viene usata in guerra come scudo, e se scivola tra le mani significa che forse è finita, che forse i sacchi non bastano a coprire l’attacco e non c’è più spazio per il gioco, che non è mai iniziato perché gli arabi e gli israeliani si sono sempre odiati. E’ ben resa l’idea del distacco.
L’immagine del secchiello e della spiaggia in copertina, potrebbero rappresentare il tempo a cui ogni uomo vorrebbe tornare, ma non più concesso. Le ragioni di stato sono pesanti, come le scarpe per i piedi, mentre l’uomo sulla sabbia corre scalzo.

Grembo. 
La madre di Huda descrive il momento del parto: il difficile della gravidanza non è stato portare avanti un travaglio fisico, ma riconoscere nella crescita della figlia il perdurare di un travaglio umano ben più grande: l’incapacità dell’accettazione dell’uomo verso l’altro uomo. Ancor più quando si sfugge dalla regola  del branco“ dei simili soltanto con i propri simili “.

Verità.
Alex e Huda hanno un concetto di verità molto diverso. Huda dice sempre la verità perché rispetta un patto di lealtà, soprattutto con la famiglia, come fosse  un codice d’onore. Alex non vuole sempre e comunque la verità, sa che è crudele dire sempre la verità agli altri.
Lei non sa vivere se non dentro il suo guscio, lui ha invece cambiato paesi, case, famiglia, frequenta l’università, lavora al porto, suona la tromba nello uadi perché ogni posto è buono per esprimere i propri sentimenti. Arriva perfino ad amare in ebraico Huda, che riesce in questo modo a rompere il guscio spogliandosi di infiniti strati di indumenti pesanti.
E’ a causa  della forza dell’amore o per ciò che il “nuovo guscio Alex” rappresenta? Non saprei, l’importante è che abbia avuto il coraggio di cambiare.

Arak. 
E' il liquore che ad ogni occasione beve il nonno con gli occhi verdi. L’odore dell’Arak è così ricorrente che è associato al dolore nella mente di Huda. E’ molto di più che un semplice liquore, è quasi un elisir. La costante ricerca di Elias della bottiglia mi ricorda quella dell’ubriacone nel Piccolo principe. Tentare di dimenticare. L’ubriacone vorrebbe dimenticare la vergogna di bere, il nonno vorrebbe dimenticare la paura. Quella che hanno i soldati prima della battaglia, per la quale ogni uomo rivela la sua nudità, rimanendo solo.

Segreto.
Mary, la sorella di Huda è incinta, ma non dell’uomo che sta per sposare, bensì dell’uomo che dice di averla violentata. Mary si sposa con il cugino così potrà avere un marito che la mantenga, una casa in un villaggio, ed essere riconosciuta come moglie di e madre di. Molto più autorevole che essere figlia o nipote di.
Mary si vende, per non rinunciare alla sua libertà,.
Non riuscirebbe a pensare di avere un’altra diversa da quella. Ha bisogno di realizzare il suo sogno, e non le importa quale uomo avrà a fianco, il compagno è solo un mezzo che non dovrà ostacolare il suo passaggio.

Essere fedeli a se stessi.
La storia di Mary appartiene a tutti i personaggi del romanzo. Per storia intendo la capacità di raccontarsi in modo autentico. Lei riesce a farlo col sorriso,  le beffe , scappando in vacanza.
Ma lo fa anche Huda ascoltando la tromba di Alex nello uadi, trasformando il russo da nano ebreo a arabo nella terra di qualcuno. Lo fa  Elias il nonno dagli occhi verdi che dispensa consigli come fossero fiori perché ha capito che il fiore più grande non è il nipote che nascerà per primo, ma l’amore che vive nel concepimento. Lo fa  Alex che dice di avere la bocca piena di fango perché in ebraico non riesce a parlare come pensa,come invece fa in russo, ma che sa riconoscere la musicalità della parola spartito. Lo fa la madre che mentre vive pensando a ciò che potrà dire la gente, riempie i piatti di cibo. Un cibo uguale per tutti.