La storia delle vittime della Shoah si può anche pensare come un grande mosaico in cui ogni tassello rappresenta un nucleo famigliare: per ognuno bisognerebbe trovare un cantore che ne tramandi un preciso ricordo.

Uno di questi scrittori è Paolo Ciampi, giovane giornalista fiorentino,già autore di vari libri e tra questi "UN NOME" edito nel 2006 dalla Giuntina.

Ora la stessa casa editrice ha pubblicato un altro lavoro di questo autore;in "UNA FAMIGLIA" sono narrate, con profonda partecipazione precisa analisi del periodo storico, in base ai ricordi e ai documenti forniti dai sopravvissuti, le vicende di quella che l'autore definisce una famiglia qualunque travolta dalle leggi razziali.

Questo libro, partendo da Roma dove nel 1927 il giovane pisano Luigi Ventura sposa Anna Terracina e concludendosi a Firenze, tocca molte comunità ebraiche italiane: infatti Luigi, molto esperto nel campo chimico, non si ferma al suo primo impiego ma lo cambia spesso compiendo con coraggio e fortuna una rapida ascesa economica; i primi due Figli, Miriam e Saul, nascono a Milano ma poco dopo troviamo la famiglia a Venezia dove Luigi dirige il laboratorio della Dogana e arriva il terzo bambino, Daniel, e poco dopo anche la nomina a Cavaliere e quella assai ambita di direttore del reparto chimico della reale Zecca a Roma! Siamo però nel 1938 e il ritorno a Roma si conclude molto tristemente...

Ma Luigi non demorde e cerca un nuovo lavoro in Svizzera e quindi in Francia, mentre Anna attende a Viareggio la nascita del quarto figlio, Emanuele, e il momento di raggiungerlo. L'entrata in guerra dell'Italia li coglie di sorpresa! Anna trascorre vari mesi a Livorno, dove almeno vi è una scuola ebraica, e poi decide di riunirsi alla madre e al fratello a Roma: qui li trova Luigi che riesce miracolosamente, ed anche con l'aiuto delle truppe italiane di frontiera, a tornare in bicicletta in Italia pedalando per chilometri.

Il pellegrinaggio dei figli non è però ancora finito: i genitori hanno ancora la loro casa di Milano e Luigi trova un lavoro nella vicina Mariano Comense, dove poi tutti, anche al nonna giunta da Roma, si trasferiscono quando iniziano i gravi bombardamenti e questo è stato certo un grave errore... Nel piccolo paese vi sono solo due di ebrei: quando viene l'ordine, i carabinieri vanno a prenderli e vi trovano Anna, rientrata a prendere delle medicine, e per lei inizia il tragico cammino verso Auschwitz; i congiunti assistono impotenti alla sua cattura dalle finestre della casa vicina, rifugio molto temporaneo.

La nonna deciderà di raggiungere la sua Anna nel campo di Fossoli dove si spegne rapidamente; per Luigi e i quattro bambini iniza una lunga lotta per la sopravvivenza che li riporterà a Pisa; dalla sua città natale, fedele al suo carattere intraprendente, con l'aiuto del filgio maggiore ormai quattordicenne, Luigi organizza un commercio al nero di medicinali per l'ospedale con continui viaggi in treno a Milano; morirà per le ferite riportate in un bombardamento al termine di uno di questi spostamenti.

La coraggiosa Miriam riuscirà a proteggere e nutrire i fratelli fino alla liberazione, fino al momento che i soldati della Brigata Ebraica li porteranno a Firenze dove hanno dei parenti e quindi in Eretz Israel. Ma non il piccolo Emanuele che riposa invece nel cimitero fiorentino: il suo fisico debilitato non ha superato un attacco di difterite.

Saul Ventura, ora Ben Torah, che incontrerà su quella nave la compagna della sua vita, ha già narrato la sua esperienza in Israele sulle colonne del "portavoce" che molto spazio ha dedicato al lavoro didattico che da alcuni anni egli compie in Italia insieme ad Angelica Calò Livne, nell'ambito del progetto sull'integrazione di alunni di etnie diverse, per iniziativa della ADEI-WIZO.