Lizzie Doron appartiene alla generazione immediatamente successiva alla fine della Seconda guerra mondiale ed è nata, per così dire, in salvo, in Israele, dove tuttora vive. Il suo nuovo libro è una riflessione sul forte senso di appartenenza che anima il popolo ebreo e che non può prescindere dalle tragedie del XX secolo. La Shoah fa da sfondo alle esistenze raccontate nel libro, però non è mai nominata, e non per una sorta di rimozione inconscia, ma per una scelta precisa. Così, tutti gli aneddoti che compongono questo romanzo molto originale, percorrono le trame della memoria e del dolore in maniera obliqua e discreta. Il personaggio principale, Helena, è quello di una donna eroica, che non si nasconde il furore della guerra che ancora domina Israele, ma che possiede una saldezza interiore tutta peculiare che non le fa mai sbagliare strada, anche quando la tentazione è forte.