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Giornate tranquille – Collana Israeliana

Lizzie Doron

Nel piccolo quartiere di Tel Aviv abitato da soli sopravvissuti alla Shoah è il parrucchiere Zeitchik il luogo dove le persone raccontano. Sulle sue poltrone,uomini e donne, come sul lettino di uno psicanalista, svelano le proprie storie, sviscerano il passato, tra sospiri, battute, pianti e un feroce sarcasmo. E i ricordi si rovesciano su Leale, la manicurista, che seduta sul suo sgabello, registra con grande partecipazione le vicende di ognuno. Ma la sua vera preoccupazione è Zeitchik, il parrucchiere, l’unico che mantiene il silenzio, mentre da lui tutti “confessano” i propri dolori. E parallelamente a questi si delinea l’amore di Leale e Zeitchik, un amore mai espresso, delicato e profondo, un sentimento troppo puro e bello per trovare spazio in un mondo tormentato dai fantasmi della memoria che si annidano nell’anima di Zeitchik e in tutto il quartiere.

Lizzie Doron     è nata a Tel Aviv nel 1953. Dopo aver vissuto a lungo in un kibbutz sulle alture del Golan è tornata ad abitare nella sua città natale. I suoi libri hanno riscosso un grande successo di pubblico e di critica e hanno vinto numerosi premi tra cui il premio Buchman di Yad Vashem nel 2003 e il premio Jeanette Schoken nel 2007. Di lei la Giuntina ha già pubblicato Perché non sei venuta dopo la guerra? (Premio Adei wizo 2009 e Premio Alziator 2009) e C'era una volta una famiglia.
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Assimilazione a antisemitismo razziale: i modelli iberico e tedesco - Collana Schulim Vogelmann

Yosef Hayim Yerushalmi

Il nucleo di questo saggio di Yosef Hayim Yerushalmi è la differenza tra antigiudaismo e antisemitismo. Ciò che li distingue non è l’agenzia che li promuove, cioè la Chiesa nel primo caso, il potere politico o l’ideologia politica nel secondo. L’antisemitismo, per Yerushalmi, non è l’antigiudaismo privato del ruolo della Chiesa, la quale garantisce che quella soglia non sia varcata. La limpieza de sangre, quell’insieme di regole e norme che fissano la possibilità o meno di far parte a pieno titolo della società politica e civile spagnola e che ha come criterio fondativo la certezza dell’adesione al cristianesimo, segna il passaggio dall’antigiudaismo all’antisemitismo.

Yosef Hayim Yerushalmi (New York, 1932-2009) insegnò per molti anni Storia e cultura ebraica alla Columbia University. Fu autore di importanti libri, anche tradotti in italiano, fra cui il fondamentale Zakhor. Storia ebraica e memoria ebraica.
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Arrivare prima del Signore Iddio - Collana Schulim Vogelmann

Hanna Krall

Marek Edelman, il leggendario vicecomandante dell’insurrezione del ghetto di Varsavia da poco scomparso, racconta a Hanna Krall le sue esperienze di combattente e quelle di cardiologo a guerra finita. I due racconti sono strettamente intrecciati perché in fondo, in entrambi i casi, si trattava di arrivare prima del Signore Iddio.
«Nella clinica dove ho lavorato in seguito c’era una grandissima palma. A volte mi fermavo lì sotto e davanti vedevo le sale dove stavano ricoverati i miei pazienti. Erano altri tempi, non c’erano i farmaci, le apparecchiature né gli interventi di oggi, e gran parte dei malati in quelle sale era condannata a morire. Il mio compito era quello di salvarne il maggior numero possibile e un giorno, sotto quella palma, mi sono reso conto che in fondo era lo stesso compito che là, all’Umschlagplatz. Anche allora stavo al cancello e tiravo fuori degli individui da una folla di condannati».

Hanna Krall, nata a Varsavia nel 1937, è considerata una delle migliori scrittrici polacche. Per le sue opere di narrativa e saggistica ha ricevuto numerosi premi e onorificenze imponendosi nel panorama letterario internazionale. Di lei la Giuntina ha già pubblicato Ipnosi e altre storie, La festa non è la vostra, Il dibbuk e altre storie e La linea della vita.

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L’allevatore di colombe – Collana Diaspora

Mario Goloboff

L’allevatore di colombe è un breve romanzo, ambientato ad Algarrobos, borgo rurale situato nella pampa argentina, in cui l’autore ha trasfigurato il suo paese natale, Carlos Casares, una località popolata da numerosi ebrei emigrati dall’Europa orientale e che l’autore definì “un piccolo sthetl”. Una dislocazione certamente realistica per una vicenda narrata con uno stile a tratti intensamente lirico e in cui la voce narrante è quella, in prima persona, del protagonista, il Pibe, un adolescente rimasto orfano che trascorre la sua esistenza insieme allo zio, di cui si conosce solo il soprannome (il Negro), e che ha origini indie ed ebraiche. Nel romanzo il Pibe racconta la vita trascorsa nel paese insieme con il Negro: una vita che ora appare serena, riscaldata dagli affetti e vissuta nell’amata campagna, funestata però da eventi tragici e incomprensibili.

Mario Goloboff è nato nel 1939 a Carlos Casares, nella provincia di Buenos Aires, da una famiglia ebraica proveniente dell'Europa orientale. In seguito all'instaurarsi della dittatura militare nel 1976, la sua permanenza in Francia, iniziata tre anni prima, si trasformò in esilio. Goloboff tornò per la prima volta in Argentina nel 1983, ma solo dal 1999 vi si stabilì in modo definitivo. Saggista e critico letterario, è autore di romanzi, racconti e poesie, tradotti in diverse lingue. Collabora con varie riviste, tra cui Noaj, edita a Gerusalemme, specializzata in letteratura ebraico-latinoamericana. Vive a Buenos Aires e insegna Letteratura argentina del XX secolo nell'Universidad Nacional de La Plata.
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Il forno di Akhnai – Collana Schulim Vogelmann

Stefano Levi Della Torre, Vicky Franzinetti, Joseph Bali

La storia che il libro racconta e commenta si trova nel Talmud Babilonese. E’ una controversia tra rabbini del I e II secolo e verte sul puro e sull’impuro. Rabbi Eliezer sostiene che un forno da pane, tagliato in formelle, è puro e dunque utilizzabile, mentre gli altri Saggi sostengono il contrario. Messo in minoranza, rabbi Eliezer ricorre a miracoli mirabolanti, ma i suoi antagonisti controbattono che i miracoli non sono argomentazioni pertinenti. Rabbi Eliezer invoca allora la Voce del Cielo e la Voce si pronuncia in suo favore, ma i Saggi mettono in minoranza anche la Voce del Cielo: la legge non è in cielo, è sulla terra, è ormai responsabilità degli esseri umani; spetta alla maggioranza stabilirla. Infine, rabbi Eliezer, che pure è un grande maestro, viene scomunicato per la sua ostinazione, e la storia declina un una inarrestabile tragedia. Il libro interpreta questo racconto paradossale, insieme drammatico e ironico, sullo sfondo di una catastrofe: la caduta di Gerusalemme, la distruzione del II Tempio ad opera dei romani nel 70 EC, la diaspora ebraica e la nascita del cristianesimo, e interpreta la controversia in apparenza cavillosa, su un tema in apparenza pretestuoso, come metafora di un dibattito di ampio respiro: quello che si impone a una collettività, ad ogni collettività, di fronte alla sconfitta, alla dispersione, o a una mutazione storica radicale.
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