Chaja Polak - Lista completa

Sonata_d'estate_

Sonata d'estate   Offerta 90 

Chaja Polak

È possibile riprodurre le voci della natura servendosi di un violoncello? Erwin, un adolescente di origine ebraica - orfano di padre e con una madre egocentrica -, si cimenta in riva al mare nel trarre dalle corde del suo violoncello il fruscio dei cespugli secchi carezzati dal vento che si fonde al ritmico rifluire di una tranquilla risacca, il grido dei gabbiani e le vibrazioni del sole che splende. Lenisce così facendo il 'dolore' di crescere. Chaja Polak si cimenta in un compito altrettanto arduo, e cioè nell'immedesimarsi nel modo di sentire, nella solitudine, nel linguaggio e nei turbamenti di un adolescente, e ne fa un racconto ...
 
Oltre_il_confine_

Oltre il confine   Offerta 90 

Chaja Polak

In Oltre il confine, Chaja Polak ci racconta dell'incapacità di oltrepassare quel "limite" oltre il quale c'è la gioia, la libertà di vivere con pienezza la propria vita, la capacità di comunicare con l'altro. Rosa, la protagonista, e tutta la serie di personaggi che entrano in contatto con lei sono segnati dalla stessa solitudine, dallo stesso silenzio perché portano il peso di una tragedia non comunicabile. La Shoà infatti è il "convitato di pietra" che raggela la vita di chi ne è stato toccato. Oltre il confine è il romanzo degli appuntamenti mancati, degli incontri rifiutati per non "dover prendere commiato", come dirà uno dei ...
 
L'altro_padre

L'altro padre  Offerta 90 

Chaja Polak

<<"Dries" dicevo, non "papà", perché in silenzio veneravo il mio padre sconosciuto, lo studente Leo Mandel, scomparso nei campi di sterminio. Sulla mensola sopra al mio letto conservavo una vecchia scatola di latta in cui avevo riposto le sue fotografie, qualche cartolina e un dettato fatto a scuola. Non era rimasto molto di lui. [...] Per tutta l'infanzia, prima di addormentarmi ho sognato a occhi aperti il ritorno di Leo Mandel, il padre sconosciuto. [...] La mattina dopo, seduta a colazione di fronte a Dries che beveva il tè e in fretta e furia imburrava una fetta di pane, mi sentivo in colpa per le mie fantasticherie e non osavo ...