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Le ketubbot italiane della collezione Fornasa

Le ketubbot italiane della collezione Fornasa
Sottotitolo:
Una fonte per la storia e l'arte ebraica dei secc. XVII-XX
Autore:
Altri autori:
Anno di edizione:
2015
Pagine:
236
Illustrato:
si
Legatura:
Brossura
ISBN:
9788880575955
Disponibile:
si
Prezzo:
30,00 €

Il presente volume, che costituisce un importante contributo allo studio della storia e dell’arte ebraica italiana, illustra 72 ketubbot inedite, per lo più italiane, delle quali 68 appartenenti alla collezione di Judaica di Gianbeppe Fornasa e 4 conservate presso il Fondo Campori della Biblioteca Estense di Modena. I dati contenuti nelle loro schede descrittive ci forniscono preziose informazioni su un momento significativo della vita delle comunità ebraiche italiane dei secoli XVII-XX, oltre a svelarci le tendenze artistiche in voga nelle varie epoche e nelle diverse città. Quello dell’arte ebraica è certamente un campo con ancora molti materiali da esplorare. Carattere precipuo dei contratti matrimoniali ebraici è, per la natura stessa del documento, quello di fornirci sempre la data delle nozze e il nome della città in cui esse furono celebrate, dati che permettono un dettagliato esame storico-artistico dei manufatti. Le quattro ketubbot della Biblioteca Estense di Modena costituiscono altrettanti contratti di nozze celebrate a Verona, Roma, Reggio Emilia e Gibilterra. Quest’ultima, che è l’unica ketubbah non italiana, con la sua data 1795 risulta essere una delle più antiche provenienti da quella località. L’arte decorativa ebraica, come del resto avviene per tutto il mondo dell’antiquariato, condivide con l’arte prodotta in ambito cristiano il diffuso fenomeno dei falsi. La percentuale di manufatti contraffatti è, infatti, abbastanza alta, in entrambi i casi, come dimostra il fatto che falsi si sono rivelati anche alcuni decori presenti nella collezione qui descritta. Interessante, in tal senso, è la documentazione scientifica di un falso emerso non in una ketubbah ma in una Megillat Ester della stessa collezione, confermato grazie ad analisi di laboratorio. Quello che qui si offre al lettore costituisce, dunque, un nuovo importante apporto allo studio dei manufatti ebraici prodotti nella Penisola italiana, senza dubbio l’area geografica che si pone al primo posto per antichità, quantità e qualità decorativa delle ketubbot in essa prodotte nel corso dei secoli.

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