Condividi su Facebook

Nuovi studi in onore di Marco Mortara nel secondo centenario della nascita

Nuovi studi in onore di Marco Mortara nel secondo centenario della nascita
Autore:
Anno di edizione:
2016
Pagine:
248
Illustrato:
si
N° illustrazioni:
in bianco e nero
Legatura:
Brossura
ISBN:
9788880576785
Disponibile:
si
Prezzo:
30 €

Marco Mortara nacque a Viadana il 7 maggio 1815. Frequentò il liceo a Mantova ed entrò poi nel Collegio Rabbinico di Padova, dove conseguì il Dottorato nel 1836, iniziando subito dopo a Mantova il suo ufficio, prima di Rabbino coadiutore e poi Maggiore, succedendo a Israel Claudio Cases quando questi morì nel 1842, carica che Mortara ricoprì fino alla morte nel 1894. A Mantova egli condusse una vita interamente dedicata allo studio, alla famiglia e alla comunità. Scrisse sermoni, testi per conferenze, elogi funebri, lettere e altre opere di varia natura, in parte edite e in parte inedite, collaborando con i principali periodici dell’epoca, italiani fra cui «Rivista israelitica», «L’Educatore israelitico», «Il Vessillo israelitico», «Il Corriere israelitico», e anche stranieri come «Israelitische Annalen», «Archives israélites», «L’Univers israélite», firmandosi talvolta con lo pseudonimo di Doreš ṭov, Colui che ricerca il bene. Compendiò la concezione che aveva elaborato dell’ebraismo nel suo opus magnum “Il pensiero israelitico” edito a Mantova nel 1892 due anni prima della morte. Introdotto dal suo maestro Samuel David Luzzatto al Collegio Rabbinico di Padova nello spirito scientifico e nell’apprezzamento della Wissenschaft des Judentums tedesca, fu sempre in stretto contatto e collaborò con i suoi principali esponenti d’oltralpe, che spesso gli chiedevano manoscritti rari e testi preziosi. Nato nell’anno della Restaurazione 1815, salutò con entusiasmo l’adesione di Mantova al Regno d’Italia. Elemento centrale del pensiero di Mortara fu l’idea che l’emancipazione riconosciuta agli ebrei nel Regno d’Italia, comportasse una transizione dell’ebraismo dall’originaria connotazione nazionale-religiosa a quella esclusivamente religiosa, con la conseguente capacità d’integrarsi interamente nella vita nazionale italiana. Precursore del dialogo con le altre religioni e culture, si spense a Mantova il 6 febbraio 1894.
Il presente Quaderno contiene gli Atti di un Convegno internazionale in suo onore celebrato nel secondo centenario della nascita a Viadana e Mantova rispettivamente il 7 e 8 maggio 2015. Dopo i nuovi contributi allo studio del rabbino mantovano, dati dal Convegno dell’AISG nel 2009, sul tema L’Ottocento ebraico in Italia fra tradizione e innovazione: la figura e l’opera di Marco Mortara, in questo volume si pubblicano nuovi studi che comprendono quello di Ermanno Finzi su La comunità ebraica di Viadana e la genealogia dei Levi Mortara; Marida Brignani su una disputa per la costruzione di una nuova sinagoga a Viadana. Bruno Di Porto fa il punto sullo Stato degli studi su Marco Mordekai Mortara; Maurizio Bertolotti parla di Marco Mortara e la Patria, precisando come il rabbino mantovano visse il suo patriottismo; Mauro Perani pubblica il manoscritto contenente un’ottantina di epitaffi in ebraico e italiano composti da Marco Mortara per ebrei della sua comunità; Ilaria Manni illustra la revisione, eseguita da Mortara su richiesta della Delegazione Austriaca regionale, di una bozza di Statuto per la costituzione di una Comunione Israelitica a Milano; Asher Salah ripercorre le vicende dello smembramento edella diaspora dei fondi che costituivano La biblioteca di Marco Mortara, veri tesori bibliografici manoscritti e a stampa, finiti ad arricchire le biblioteche del mondo; Maddalena Del Bianco Cotrozzi focalizza la relazione che lega Marco Mortara e il Collegio Rabbinico di Padova; Matteo Bianchi illustra La versione italiana inedita eseguita da Marco Mortara del Tariag Miṣwot del riformatore tedesco Michael Creizenach, scoperta nell’Archivio della Comunità Ebraica di Mantova e conservata in un manoscritto autografo, mentre Marta Porcedda pubblica alcuni Sermoni inediti di Marco Mortara dai quali traspare la sua spiritualità, il suo attaccamento alla Bibbia, il suo senso civile, sociale e la sua umanità. L’ultimo contributo è quello di Stefano Patuzzi su come visse la comunità ebraica mantovana l’introduzione de L’organo in sinagoga negli anni del rabbino Marco Mortara, evidenziando alcuni tratti distintivi dell’ebraismo italiano dell’Ottocento.
 

Per offrirti un servizio migliore Giuntina.it utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.