Roberto Riccardi
Alba, una bambina, cresce nell’Italia povera di risorse e ricca di
speranze degli anni Cinquanta. Non sa nulla del suo passato, meno ancora
del suo futuro. Ma ha un cuore sensibile, e grazie a questo percorrerà
sentieri inimmaginati. Simone, un padre – siamo nel 1944 ad Auschwitz –, strappa ogni giorno la
vita alla morte, pregando che la moglie e la figlia, perse di vista
all’arrivo nel lager, siano ancora vive. Due storie lontane e inconciliabili, eppure destinate a incontrarsi
sull’orizzonte di una Storia che ha troppo spesso calpestato ogni
sentimento umano; due storie unite da un romanzo che vuole essere, prima
di tutto, una ...
Maurice Grosman
«Perche dei cinque figli che eravamo in famiglia solo io sono sopravvissuto? C'è stato bisogno del calcio di un bambino a scuola. C'è stato bisogno di quel medico che mi ha evitato di essere prelevato in ospedale insieme agli altri pazienti ebrei. C'è stato bisogno di quello stesso medico che ha cambiato idea a proposito del "trattamento miracoloso" dell'americano! Ogni sopravvissuto deve la sua vita a una successione di eventi
fortuiti. Dei deportati, salvati dai russi o dagli americani, e ai quali
è stato dato da mangiare troppo in fretta o in troppa quantità, sono
morti per questo. Erano scampati a tutto, alle privazioni, al freddo, ...
Émile Zola
Nel 1894 Alfred Dreyfus, un ufficiale ebreo impiegato presso il Ministero della Guerra, fu accusato di aver rivelato segreti relativi alla difesa all’addetto militare tedesco a Parigi. Arrestato in ottobre, dopo un giudizio sommario Dreyfus fu degradato e condannato alla deportazione a vita nell’Isola del Diavolo (Guyanafrancese). Zola nel suo
J’accuse indica con nome e cognome i responsabili della condanna di un innocente firmando una delle più grandi requisitorie contro la ragion di Stato che siano mai state pronunciate. Una denuncia che rimarrà nella storia, da un lato per la forza e il coraggio che esprime nel voler difendere i ...
Emilio Drudi
Quasi all’inizio del Bosco dei Giusti, a Gerusalemme, dove gli alberi sono più alti e antichi, c’è un grande carrubo dedicato ad Ezio Giorgetti, un albergatore di Bellaria, il primo in Italia ad aver ricevuto questo onore, il 16 giugno del 1964. Inoltrandosi nel parco, si incontra quello piantato, nell’aprile 1985, in memoria del maresciallo dei carabinieri Osman Carugno. A Giorgetti e Carugno devono la vita 38 ebrei, quasi tutti evasi dal campo di internamento di Asolo subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e arrivati a Bellaria, a nord di Rimini, il giorno 13. Nello sfacelo seguito alla fuga del re e del governo Badoglio a ...